Un gruppo di persone con una spiccata sensibilità ambientale. Girano per Cremona armati di guanti e sacchi neri per fare pulizia
Si chiamano “ Limpiadores de Estrellas”, come i “pulitori delle stelle” del racconto di Julio Cortázar, e da mesi girano per Cremona armati di guanti e sacchi neri per liberare aree verdi, marciapiedi e periferie da rifiuti abbandonati. Un gruppo informale, nato quasi per caso, dall'incontro di singoli cittadini con una spiccata sensibilità ambientale.
«È un gruppo di volontari, non organizzato», racconta Cristina Aroldi, insegnante e una delle “operative” del gruppo, che conta una ventina di persone. «Ciascuno di noi è partito quasi da solo nella propria azione di “pulitore. Poi, incontrandoci in giro per la città, ci siamo chiamati l'uno con l'altro per costruire questo gruppo operativo, che ha fatto e sta facendo una serie di azioni. Chiaramente, quanti più siamo, quanto più le azioni possono essere estese e rilevanti dal punto di vista dell'impatto ambientale. Siamo un gruppo informale con una volontà comune e ogni tanto ci troviamo per promuovere le nostre iniziative. Talvolta abbiamo partecipato, come a giugno, a un'azione con un comitato di quartiere, dando il nostro sostegno. Ma più frequentemente si tratta di azioni individuali o in piccolo gruppo».
Cos'è che vi spinge a fare quello che fate?
«A muoverci è l'amore per la città, per la natura. E anche, forse un po' il dispiacere di vedere quante persone non hanno a cuore né la città né l'ambiente né la loro salute. Quanto più le persone abbandonano rifiuti in giro, in aree che dovrebbero essere il polmone verde della città, tanto più ci rendiamo conto di quanto siamo distanti da questi soggetti, che potremmo definire incivili o criminali ambientali, privi di rispetto sia per il luogo in cui vivono sia per la natura».
Come trovate queste discariche abusive, queste zone che riuscite a individuare e a pulire?
«Le troviamo guardandoci intorno, percorrendo le strade cittadine, a piedi o in bicicletta, talvolta per lavoro o per diletto, oppure passeggiando con il cane, come nel mio caso. Prestando molta attenzione alle aree verdi, ai giardini, ai marciapiedi, alle zone con le panchine, ma anche alla cintura verde limitrofa della città, ci siamo accorti del disastro che ci circonda».
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Laura Bosio


