

Economia & Lavoro
ll 25 settembre, per la prima volta, si aprono le parti nobili del castello di Castelverde
“Un’esperienza in Breda"
Uno scorcio dall’alto del Castello di Breda a Castelverde ���
Milena Sinelli: «La scintilla è stata continuare a tenere vivo questo luogo, valorizzandolo»
Ci sono mura che per secoli custodiscono segreti, storie sussurrate e respiri privati, gelose custodi di un tempo che scorre solo per pochi. Poi arriva il giorno in cui quelle stesse pietre decidono di respirare insieme al mondo, spalancando i propri cancelli. Il Castello di Breda a Castelverde si appresta a vivere questo momento esatto: non più una fortezza chiusa nel suo glorioso isolamento, ma un cuore antico che ricomincia a battere all’unisono con la sua comunità. Le porte si aprono, la storia personale si fa memoria collettiva e il passato si trasforma, finalmente, nel futuro di tutti. Per comprendere quale visione guiderà il futuro del castello che il 25 settembre ospiterà “Un’esperienza in Breda” in cui si apriranno, per la prima volta, le parti nobili della casa, Mondo Padano ha incontrato la proprietaria, Milena Sinelli.

Qual è stata la scintilla che l’ha spinta a compiere questo passo e a restituire il castello alla comunità?
«Il Castello di Breda aveva già aperto le sue porte nel lontano 1996, quando io e mio marito Emilio decidemmo di trasformarlo in un agriturismo. Desideravamo far conoscere questa realtà, permettere alle persone di scoprire il castello e, allo stesso tempo, valorizzarlo attraverso la ristorazione.

Dopo la scomparsa di Emilio, nel 2021, ho sentito ancora più forte l’esigenza di non lasciare che questo luogo si spegnesse.

La vera scintilla è stata proprio questa: continuare a tenere vivo il castello, aprendolo agli eventi e alle persone, affinché potesse tornare a essere un luogo vissuto, capace di creare incontri, ricordi e nuove storie»...
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Antonio Gattulli