

Economia & Lavoro
Gabriele Panena, agronomo, affronta il tema del verde urbano a Cremona dopo il nubifragio
«Una gestione complessa»
10° reggimento guastatori impegnato nel recupero degli alberi abbattuti dal nubifragio del 28 agosto
Cosa piantare? «Saranno sperimentate le specie meglio adattabili ai climi caldi»
A seguito della violenta tromba d’aria e della grandinata che venerdì 28 agosto hanno devastato Cremona, provocando il crollo e il danneggiamento di centinaia di alberi, si pone oggi il tema fondamentale della gestione e della riprogettazione del verde urbano. Gabriele Panena, agronomo, analizza il complesso tema della gestione del verde urbano.

Quali sono le priorità d’intervento nella fase attuale e quali sono state le interazioni tra l’amministrazione comunale e l’Ordine degli Agronomi?
«In questa fase non c’è stato un coinvolgimento diretto, se non qualche interlocuzione a livello informale. Nell’immediato chiaramente la priorità è la stima dei danni, che per le sole piante coinvolte si attesta su circa un migliaio di unità. Seguirà la fase di sostituzione e reimpianto, che non dovrà consistere nella semplice riproposizione della medesima pianta nel medesimo punto, ma in una pianificazione lungimirante».
Perché?
«Attualmente, le aziende che gestiscono i servizi essenziali hanno la facoltà di intervenire nei cantieri senza preavviso, tranciando spesso le radici degli alberi. Un apparato radicale compromesso non causa la caduta immediata della pianta, ma ne determina un progressivo indebolimento che a distanza di tempo potrebbe anche provocarne il crollo imprevisto pur in assenza di vento. I suoli urbani sono spesso contesti compromessi, composti da macerie e sabbia. Nonostante ciò, gli alberi continuano a svolgere una funzione insostituibile. Il problema non si risolve piantando alberi in modo indiscriminato, bensì progettando nuovi spazi, creando delle “zone rifugio” ombreggiate, in grado di abbattere l’effetto isola di calore urbano...
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Mauro Taino