

Economia & Lavoro
Paola Marazzi, Segretario della Fai Cisl di Cremona ci sofferma sui contenuti del rinnovo del contratto che in provincia di Cremona interessa 3.500 aziende e oltre 8mila addetti del comparto agricolo e florovivaistico
«Una buona notizia»
Farmers observing a tractor plow a golden field ahead
«Stipendi più alti, e misure a sostegno della genitorialità e contro le violenze»
Paola Marazzi, Segretaria Generale della FAI CISL Asse del Po (la sigla che rappresenta i lavoratori dell’agricoltura e attività connesse, dell’industria alimentare, delle foreste, della pesca e del tabacco), ha approfondito i contenuti dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL degli operai agricoli e florovivaisti 2026-2029. Un confronto che tocca aspetti centrali come salari, diritti, welfare e sicurezza, alla luce delle trasformazioni economiche e sociali che stanno interessando il settore agricolo e il territorio.

Quanti lavoratori riguarda questa ipotesi?
La firma dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale degli operai agricoli e florovivaisti 2026-2029 è una buona notizia. L’intesa nazionale riguarda un settore che, nella nostra provincia, conta circa 3.500 aziende e 8mila addetti. Ora la parola passerà alle lavoratrici e ai lavoratori per l’approvazione definitiva dell’accordo.
Cosa significa questo rinnovo?
Negli ultimi anni il costo della vita è aumentato, molte famiglie hanno perso potere d’acquisto e anche il comparto agricolo ha dovuto fare i conti con crisi internazionali, cambiamenti climatici e trasformazioni del mercato. In questo quadro, il rinnovo è un segnale rilevante: il lavoro agricolo va tutelato e valorizzato.
Quali sono gli aumenti salariali previsti?
È previsto un aumento del 5,1%, diviso in due tranche: il 3,4% dal 1° giugno 2026 e l’1,7% dal 1° gennaio 2027. A regime, nel 2027, l’aumento medio sarà di 90 euro lordi al mese per quattordici mensilità: 1.260 euro all’anno. A questo si aggiunge l’incremento dei minimi nazionali, sia per gli operai agricoli sia per i florovivaisti. È una risposta necessaria alla perdita di valore delle retribuzioni. Non risolve tutto, ma va nella giusta direzione: mettere più risorse nelle buste paga dei lavoratori. Da sottolineare anche l’impegno a incontrarsi di nuovo nel settembre 2027 per confrontare l’inflazione reale con gli aumenti definiti. Questo significa mantenere aperta una fase di verifica, per non lasciare lavoratrici e lavoratori soli davanti a eventuali nuovi rincari.
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Mauro Taino