

Economia & Lavoro
Il segretario generale della FIOM CGIL Cremona, Armando Generali, analizza il metalmeccanico
«Servono scelte nette»
Close up of fitter in special suit cutting with rotating disc for metal with large sparks. Concept of process polishing or welding metal with flash sparks in factory.
«Chiediamo un piano straordinario per l’industria, con risorse adeguate per investire nell’innovazione anche con la presenza di capitale pubblico»
Dalle difficoltà del metalmeccanica al rinnovo del contratto nazionale, dal ruolo dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale alla difesa del diritto di sciopero, fino alla guerra e delle sue ricadute sull’economia e sul lavoro. Armando Generali, segretario generale della FIOM CGIL Cremona, parte dall’assemblea nazionale di Bari del 13 e 14 maggio per allargare lo sguardo sulle sfide che attendono il lavoro industriale nel Paese e nel territorio cremonese.

Dall’assemblea nazionale quale quadro è emerso sullo stato del settore? «Molto preoccupante. L’industria metalmeccanica, e con essa una parte decisiva del Paese, è a un passo dal collasso economico. Dal 2008 a oggi si sono persi oltre 100 mila posti di lavoro e nei primi mesi del 2026 le ore di cassa integrazione corrispondono a 132 mila lavoratrici e lavoratori a rischio. Di fronte a questa situazione devono assumersi una responsabilità sia il mondo delle imprese sia le Istituzioni. Con l’assemblea nazionale della FIOM-CGIL, abbiamo voluto rimettere al centro il lavoro industriale per ridare dignità e autonomia al Paese. La nostra è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, e per questo bisogna intervenire subito per bloccare licenziamenti e delocalizzazioni, a partire dai settori strategici e dalle principali crisi industriali in corso, come Electrolux, Stellantis ed ex Ilva»...
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Mauro Taino