

Economia & Lavoro
Assorimap: «Costi energetici e concorrenza sleale. Comparto da sostenere»
Se si ferma il riciclo della plastica
Roberto Bernini (Gruppo Happy): «L’Europa impone obiettivi molto ambiziosi, ma non costruisce le condizioni per raggiungerli». Michael Pontiggia (ECM ): Intervenire sull'import con dazi e controlli rigorosi»
La crisi del riciclo della plastica arriva fino allo stop degli impianti che potrebbe mettere a rischio la stessa raccolta dei rifiuti. Il mutato scenario economico mette in grave difficoltà le imprese, ma questa difficoltà, se non affrontata, diventa una crisi nazionale che rischia di intaccare un’infrastruttura strategica: quella dei riciclo della plastica e della raccolta dei rifiuti.
A sancire il salto di scala della crisi, una nota stampa di Assorimap, l’Associazione nazionale riciclatori e rigeneratori di materie plastiche che rappresenta il 90% della filiera con una capacità installata di riciclo di 1,8 milioni di tonnellate l’anno. «Viste le mancate misure urgenti per salvare il comparto, l’industria privata del riciclo, dopo anni di sopravvivenza, si arrende» afferma il presidente dall’associazione, Walter Regis: «Lo facciamo con senso di responsabilità, consapevoli delle ripercussioni sull’intero Paese, ma continuare a produrre con perdite insostenibili, è ormai impossibile».
I motivi della crisi
«L’impennata dei costi energetici, l’incertezza giuridica, la frammentazione normativa e l’intensificarsi della concorrenza globale» col rischio sempre più realistico della «deindustrializzazione» e di “chiusure effettive e spesso irreversibili di siti e altre gravi implicazioni per la leadership europea nella circolarità e la creazione di posti di lavoro verdi». Perché perdere capacità di riciclo vuol dire anche mancare gli obiettivi del Green Deal europeo.

Abbiamo approfondito le problematiche che investono il settore con Fabrizio Bernini, Communication & Sustainability Manager del Gruppo Happy e con Michael Pontiggia, titolare di ECM, azienda di Fiesco...

LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO ALL’18 DICEMBRE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Stefano Frati