

Economia & Lavoro
Il lavoro come lo conosciamo è un patto antico basato su sguardi, strette di mano e, talvolta, conflitti, dove a essere protagonista è l’essere umano
Se l’Intelligenza Artificiale ha bisogno del nostro corpo...
Cosa potrebbe accadere se, per la prima volta nella storia della nostra civiltà, a tirare le fila fosse il risultato di calcoli matematici invisibili?
Benvenuti nell’era degli esseri umani in affitto. Sembra l’inizio di un film distopico, ma potrebbe già essere realtà. Per capire di cosa si tratti dobbiamo dimenticare millenni di storia e aprire gli occhi su qualcosa di totalmente nuovo, molto più vicino di quanto immaginiamo.
Ciò che sappiamo del lavoro è stato, fino ad oggi, una granitica certezza: c’è qualcuno che mette il capitale, l’idea e i mezzi, e qualcun altro che mette le braccia e il tempo per farlo. Una o più persone che ne assumono altre per svolgere un compito al posto loro. Non necessariamente perché i “padroni” non sappiano farlo in prima persona, ma perché gli esseri umani non sono tutti uguali e ciascuno di noi ha una propria vocazione e indole, semplificando al massimo la questione. Spesso, più prosaicamente, è una questione di mezzi economici.
Quello del lavoro come lo conosciamo è un patto antico, basato su sguardi, strette di mano e, talvolta, conflitti. La sua storia ci parla di accordi, contrattazioni sindacali, scioperi, lotte che, fino ad oggi, hanno sempre avuto degli esseri umani come protagonisti, da una parte e dall’altra della barricata.
Ma cosa potrebbe accadere se, per la prima volta nella storia della civiltà umana, a tirare le fila del lavoro – di qualsiasi lavoro – non fossero più delle persone o delle organizzazioni fatte di esseri umani, ma il risultato di calcoli matematici invisibili, nascosti in server che potrebbero anche essere localizzati dall’altra parte del mondo?
(...)
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 16 APRILE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Claudio Gagliardini