

Economia & Lavoro
Due mesi di vendite sottocosto hanno garantito ossigeno, ma non ancora la svolta auspicata
Saldi invernali: bene, ma non benissimo
Elegant dressed woman in fur coat shopping. Woman with shopping bags
L’anno si apre all’insegna della prudenza. Alle istituzioni si chiedono sostegni e attrattività. E il 7 e 8 marzo torna “Lo Sbaracco”, affari e shopping nel we
Al termine della stagione 2026 dei saldi invernali, il quadro è di un commercio locale che prova a tenere la rotta, pur navigando continuamente in acque agitate. Secondo le tre principali associazioni di categoria del territorio, i saldi invernali hanno garantito ossigeno alle attività, ma senza determinare quella svolta che molti auspicavano dopo un 2025 complesso. Il bilancio è quindi discreto, ma anche disomogeneo.

Le prime settimane di promozioni hanno registrato una partenza incoraggiante, in alcuni casi migliore rispetto allo scorso anno, soprattutto nel comparto moda. Tuttavia, l’entusiasmo iniziale ha lasciato spazio a un rallentamento, complice anche il maltempo e una generale prudenza dei consumatori. Dunque la spesa media pro-capite rimane contenuta, sebbene la caccia agli sconti sia ancora oggi attrattiva per il cliente, nonostante la concorrenza costante dell’e-commerce, che pesa ormai in modo strutturale sul mercato.

Il tema centrale è quello della redditività delle imprese del commercio: i negozi lavorano, ma faticano a generare margini sufficienti per investire. L’aumento dei costi fissi – energia, affitti, tasse – unito alla pressione fiscale e alla necessità di gestire con grande parsimonia magazzini e riassortimenti, rende l’equilibrio economico sempre più delicato. Chi dispone di un assortimento mirato, di una clientela fidelizzata e di un servizio di qualità riesce a difendersi meglio; più esposte, invece, le realtà periferiche o dei piccoli centri, dove il calo dei flussi pedonali è ormai un dato strutturale.

Il 2026 si apre dunque all’insegna della prudenza. Non si intravede un crollo del settore, ma neppure una ripartenza sprint. Oggi si punta sull’ottimizzazione, sul contenimento dei costi, sul miglioramento della gestione interna. Secondo le associazioni è necessario puntare su identità, relazione e qualità dell’esperienza d’acquisto. Nei confronti delle istituzioni, l’appello è ad attivare interventi concreti, a livello locale e nazionale, per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, rendere più attrattivi i centri urbani e contrastare una desertificazione commerciale sempre più pervasiva.
Ne abbiamo parlato con Alberto Bertolotti, presidente di Sistema Impresa Cremona, Francesca Guzzardi Presidente Fismo Confesercenti della Lombardia Orientale e Marco Stanga, vice presidente di Confcommercio provincia di Cremona e presidente provinciale di Federmoda...
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Laura Bosio