

Economia & Lavoro
L’analisi di Paolo Scolari e Claudio Ubaldini per guidare la ripartenza delle PMI
Riorganizzazione e investimenti mirati
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Capacità di pianificazione e resilienza per cogliere occasioni anche in scenari complessi
Il manifatturiero sta attraversando una fase complessa, diviso tra spinta all’innovazione e timore di un quadro macroeconomico instabile. L’incremento dei costi energetici e delle materie prime, insieme alle tensioni geopolitiche, spingono molte PMI ad adottare una strategia d’attesa. Il rischio latente è un progressivo congelamento degli investimenti sul territorio. Ma rimandare le scelte strategiche è davvero l’unica via percorribile, o si rischia di perdere competitività? Ne parliamo con Paolo Scolari, Responsabile economico-finanziario di Confimi Industria Cremona, e Claudio Ubaldini, consulente esperto in finanza agevolata e conoscitore delle dinamiche industriali del Cremonese.


Scolari, partiamo dall’osservatorio locale. Qual è lo stato d’animo delle PMI della provincia di Cremona in questo momento?
«Il sentimento prevalente è di prudenza e attesa. Lo avvertiamo nel confronto quotidiano con le imprese, ma è una reazione psicologica comprensibile: di fronte a una situazione economica incerta, molti imprenditori tendono a proteggere quanto acquisito e valutano con molta attenzione se avviare nuovi investimenti. Chi sospende ogni decisione rischia però di trovarsi impreparato alla ripartenza dei mercati. L’opportunità di questo momento di apparente stasi è pianificare da subito la sostenibilità dei propri progetti, anche sfruttando correttamente i nuovi strumenti agevolativi disponibili»...
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Redazione Economia