

Economia & Lavoro
L'architetto cremonese Carlo Magnoli nominato Responsabile Progetti Speciali di EDERA
Rigenerare la città, si può fare
Il metodo Energiesprong: facciate prefabbricate, tetto fotovoltaico e modulo energetico trasformano in pochi giorni un vecchio edificio in una casa a energia quasi zero
«Usando e migliorando ciò che esiste. Oggi dobbiamo costruire lasciando ogni luogo migliore di come l’abbiamo trovato»
Per anni, in Italia, la rigenerazione urbana è stata soprattutto una questione di visioni e di masterplan. Oggi la domanda si è spostata: non più soltanto che cosa trasformare, ma come rendere le città davvero trasformabili. Su questo crinale si colloca la nomina dell’architetto Carlo Magnoli a Responsabile Progetti Speciali di EDERA.

EDERA è un centro di innovazione nato per accelerare la decarbonizzazione dell’edilizia, ed è il referente italiano di EnergieSprong, il modello internazionale di riqualificazione industrializzata già diffuso in tutta Europa con decine di migliaia di interventi realizzati.
Alle spalle di EDERA c’è un ecosistema di peso. Tra i fondatori figura Near, il gruppo nato a inizio 2026 dall’unione tra Redo Sgr ed EuroMilano, che gestisce oltre 2 miliardi di euro attraverso 12 fondi dedicati alla rigenerazione urbana. Accanto a Near ci sono Fondazione Housing Sociale e ANCE (l’Associazione nazionale costruttori edili). Amministratore delegato e cofondatore di EDERA è Thomas Miorin. Il cremonese Carlo Magnoli, architetto, urbanista e direttore lavori, seguirà interventi che superano la scala del singolo edificio: quartieri, grandi patrimoni immobiliari, edilizia residenziale pubblica. Lavorerà con strumenti che vanno dalla progettazione per la produzione industriale all’analisi delle emissioni sull’intero ciclo di vita. Il filo conduttore è uno: l’attuabilità in tempi brevi.
Architetto, lei arriva a EDERA dopo anni di progettazione e direzione lavori. Che cosa cambia quando il compito non è più disegnare un edificio, ma rendere possibile la trasformazione di un intero quartiere?
«Cambia scala: l’architetto continua a progettare, ma nei grandi interventi deve diventare anche uno stratega del cambiamento. La difficoltà non è immaginare un progetto bello: è renderlo realizzabile.
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Stefano Frati