

Economia & Lavoro
Guerre, dazi e la tendenza a commerciare solo con gli alleati, cambiano la mappa dei mercati.
Quel filo invisibile...
Glass globe ball in light rays on background of business charts
Come la geopolitica globale svuota (o riempie) il nostro portafoglio
La vicinanza alla notte di Halloween porta la mia riflessione alla metafora della ragnatela, immaginate l’economia mondiale come una gigantesca e invisibile ragnatela. Se si tocca un filo all’estremità opposta del mondo, l’intera struttura si muove, trasmettendo la scossa (se vigorosa) o la vibrazione (se mite) fino al centro, proprio dove si trovano le nostre finanze quotidiane.

Nel 2026, il fattore che sta facendo vibrare con più forza questa rete è la geopolitica. Guerre, dazi doganali e la tendenza dei governi a commerciare solo con i paesi alleati stanno ridisegnando la mappa dei mercati. Ma in che modo le tensioni tra superpotenze si trasformano nei dati del PIL, nelle decisioni sui tassi di interesse e, infine, nel valore delle nostre azioni e dei titoli di Stato? Esiste un filo invisibile che collega una crisi internazionale al rendimento dei nostri investimenti.
Vediamo insieme alcune considerazioni…
Le tensioni geopolitiche non colpiscono tutti allo stesso modo, nel 2026 assistiamo a un’economia mondiale fortemente frammentata, dove le grandi aree geografiche viaggiano a ritmi completamente diversi…
Ad esempio gli Stati Uniti corrono (grazie soprattutto alla tecnologia). L’economia americana si dimostra straordinariamente resiliente, con una crescita del PIL stimata dall’OCSE e dal FMI tra il 2,2% e il 2,4%. A trainare gli USA sono gli investimenti privati massicci e la solidità del mercato del lavoro, che mantiene la disoccupazione a livelli storicamente molto bassi...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 5 NOVEMBRE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Giusy Biondelli