

Economia & Lavoro
Il 12 maggio è stata celebrata la giornata internazionale dell’infermiere
Quando l’incertezza diventa cura...
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Katia Morandi, 22 anni, che opera nel reparto di Chirurgia Multispecialistica a Cremona, racconta i suoi studi, il suo percorso e le aspettative verso il futuro: «Gratificante poter essere una presenza reale per le persone in un momento di grande fragilità»
C’è una linea sottile tra la tecnica e l’umanità, un confine che Katia Morandi, 22 anni, attraversa ogni giorno con la sua divisa. Non è solo questione di farmaci o turni massacranti, ma di sguardi, di mani che tengono altre mani quando la paura diventa troppo grande. Dopo aver conseguito il diploma in infermieristica a Cremona opera nel reparto di Chirurgia Multispecialistica. Ha scelto di indossare la divisa nel periodo più complesso per la sanità moderna. Katia Morandi è una delle tante giovani infermiere che hanno deciso di trasformare l’incertezza in cura. Con una carica di energia sorprendente e una dedizione incrollabile, racconta a Mondo Padano la sua routine fatta di sacrifici, scoperte e straordinaria umanità.

Dottoressa Morandi, cosa l’ha spinta a scegliere la professione infermieristica? È stata una vocazione o una scelta maturata nel tempo?
«La scelta di diventare infermiera è maturata nel tempo. All’inizio non avevo le idee chiare: avevo scelto di frequentare un istituto tecnico convinta di non proseguire con l’università. Poi è arrivato il periodo del Covid, mia mamma è stata ricoverata e, attraverso i suoi racconti e ciò che vedevo ogni giorno al telegiornale, mi sono avvicinata sempre di più a questa professione. Così ho deciso di provare il test per le professioni sanitarie».
Quali sono state le sfide più grandi durante il percorso di studi e i tirocini?
«Durante questi tre anni conciliare esami, lezioni, tirocini e laboratori non è stato semplice. È un percorso che richiede molta organizzazione e costanza. A fare davvero la differenza, però, sono state le persone: avere amici con cui confrontarsi, condividere le difficoltà e sostenerci a vicenda ha reso il percorso più leggero»...
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Antonio Gattulli