

Economia & Lavoro
Ue-Mercosur: una volta in vigore, darà vita a un mercato da 700 milioni di persone
Quali opportunità per le imprese cremonesi?
Nei primi 9 mesi del 2025 il nostro interscambio ha superato i 74 milioni. L'analisi di Maurizio Ferraroni (Associazione Industriali), Stefano Trabucchi (Confartigianato), Giovanni Roncalli (Coldiretti) e Libero Stradiotti (Confcooperative)
Dopo essere stato firmato il 17 gennaio in Paraguay, il Parlamento europeo ha rinviato l’accordo commerciale tra l’Ue e Mercosur alla Corte di giustizia dell’Ue per verificarne l’aderenza ai Trattati. La mozione, presentata dal gruppo della Sinistra e altri europarlamentari, è passata con 334 sì, 324 no e 11 astenuti. Il voto di ratifica dell’Eurocamera è bloccato in attesa dell’opinione della Corte, anche se la Commissione europea ha confermato di poter comunque far entrare in vigore l’accordo commerciale, seppure in via temporanea. Una volta operativo, scompariranno i dazi relativi al 91% degli scambi tra i due blocchi commerciali.

L’accordo interessa un’area del mondo abitata da oltre 700 milioni di persone. Secondo le clausole di salvaguardia, la soglia per far scattare le indagini sui prodotti agricoli sensibili - in caso di possibili turbamenti del mercato - è stata fissata al 5%. L’accordo include 350 indicazioni geografiche europee, più di qualsiasi altro accordo commerciale dell’Ue. Si prevede che le esportazioni dell’Ue verso il Mercosur cresceranno di quasi 50 miliardi di euro entro il 2040 e che le esportazioni del Mercosur cresceranno a loro volta fino a 9 miliardi di euro.

Le imprese italiane trarranno vantaggio dalla progressiva abolizione delle tariffe in comparti strategici come macchinari e apparecchiature elettriche, chimica-farmaceutica, strumenti ottici e medicali, fino ad acciaio, prodotti metallici e materie plastiche, così come le esportazioni dell’agroalimentare, oggi pari a 489 milioni di euro. L’intesa prevede inoltre il riconoscimento e la tutela di 57 Indicazioni Geografiche italiane nei Paesi Mercosur. La protezione legale contro le imitazioni consentirà di rafforzarne il posizionamento sul mercato e di commercializzarli a prezzi premium, fino a due o tre volte superiori rispetto ai prodotti non certificati.

L’intesa favorisce l’ingresso dell’Italia in nuovi mercati dei servizi, comparto che vale 1,9 miliardi di euro annui di export, trainato soprattutto da turismo, attività d’impresa e trasporti. Un beneficio rilevante riguarderà le Pmi, che rappresentano il 98% degli esportatori italiani: potranno contare su procedure doganali più snelle, minori adempimenti amministrativi e strumenti di supporto per partecipare alle gare d’appalto pubbliche nei paesi Mercosur.

Cremona - Nei primi nove mesi del 2025 le imprese della nostra provincia hanno esportato nei Paesi del Mercosur beni e servizi per 62 milioni di euro a fronte di 15,4 milioni di importazioni per un interscambio complessivo di 74,4 milioni di euro. Per quanto riguardai singoli Paesi, è il Brasile a fare la parte del leone con 52,7 milioni di esportazioni e 14,6 milioni di importazioni. Per quanto concerne, invece, le singole merceologie, la provincia di Cremona esporta soprattutto prodotti chimici, macchinari e apparecchiature e importiamo prevalentemente prodotti alimentari e carta...
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Beatrice Silenzi
Antonio Gattulli