

Economia & Lavoro
Roberto Bergonzi, dirigente chimico dell’ATS Val Padana, approfondisce la professione
«Preparazione continua»
Oil in glass lab tube
«Fra i nostri compiti, lo studio delle normative e la loro applicazione pratica»
In un panorama tecnico-scientifico in costante evoluzione, la figura del chimico assume un ruolo centrale e multiforme, estendendo le proprie competenze ben oltre i confini del laboratorio tradizionale. Il dottor Roberto Bergonzi, dirigente chimico presso il Laboratorio di Prevenzione – Sezione Chimica e Tossicologica dell’ATS Val Padana, ripercorre le tappe principali della sua carriera: dalla formazione accademica presso l’Università di Pavia alle prime esperienze di ricerca, fino all’impegno pluriennale nella sanità pubblica. Dall’analisi delle matrici biologiche per la valutazione dei rischi lavorativi al monitoraggio ambientale e all’applicazione delle direttive europee, il dottor Bergonzi offre uno sguardo approfondito sulle sfide attuali della professione, l’importanza del dato analitico e le opportunità future per i giovani che scelgono di intraprendere questo percorso.

Quale è stato il suo percorso?
«Mi sono laureato in Chimica all’Università di Pavia nel 1997. Le mie prime esperienze lavorative si sono svolte a Milano presso l’Istituto Ronzoni, un centro di ricerca biochimica, dove ho lavorato per circa tre anni con diverse tipologie contrattuali. Successivamente ho operato per due anni presso l’unità di Medicina del Lavoro dell’Ospedale di Cremona con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa in qualità di responsabile di laboratorio, occupandomi di analisi su matrici biologiche per la valutazione dell’esposizione dei lavoratori a sostanze xenobiotiche. Dal 2003 al 2011 ho lavorato a Brescia con un assegno di ricerca universitario...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 5 NOVEMBRE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Mauro Taino