

Economia & Lavoro
Per le 26 Bcc lombarde il 2025 si chiude con gli indicatori in continua crescita
Pilastro dell’economia reale
BCC assemblea
A Cremona 2,4 miliardi di raccolta diretta (+3,9%) e 1,5 miliardi di impieghi (+4,3%)
Le BCC confermano il proprio ruolo di sostegno all’economia reale della Lombardia e alle comunità di riferimento. L’anno 2025 si è chiuso con segno particolarmente positivo per le 26 BCC della Lombardia che, con 720 sportelli, circa 220 mila soci (+1,8%), più di un milione di clienti e 5,4 mila dipendenti, operano in 514 comuni, in 165 dei quali come unica presenza bancaria.

Positivi i risultati, al 31 dicembre 2025, dall’analisi delle masse intermediate: oltre 38 miliardi di raccolta diretta, per una crescita annua pari al 4,2%, cui si aggiungono 14,8 miliardi di euro di raccolta indiretta (+7,3% su base annua); 25,9 miliardi di euro di impieghi lordi a favore principalmente di imprese e famiglie, con un aumento di +4,4% su base d’anno; in crescita del 4,6% anche gli impieghi vivi (per un totale di oltre 25,6 miliardi di euro). La dinamica del credito erogato dalle BCC nella regione ha segnato un aumento più significativo di quanto registrato dall’industria bancaria, che ha visto una crescita dello 0,9% degli impieghi e del 2,5% di depositi da clientela.
Riguardo ai settori di destinazione del credito: a dicembre 2025 gli impieghi erogati alle famiglie raggiungono i 10 miliardi di euro (+5,5% contro +3,7% dell’industria bancaria); al netto delle sofferenze la variazione sale del 5,6% (+3,7% per l’industria bancaria). Supera i 14,6 miliardi di euro il sostegno al comparto produttivo lombardo (+2%), il 19,8% dei quali destinati a micro e piccole imprese del territorio.

Rispetto ai finanziamenti complessivi erogati alle imprese dal sistema bancario regionale, le principali quote di mercato delle BCC lombarde riguardano, in particolare, il comparto agricolo (21%), quello turistico (12%), quello della attività immobiliari (12%) e quello delle costruzioni (12%). Rispetto alla tipologia, la quota di mercato è più alta (20%) con riguardo ai finanziamenti alle imprese artigiane. In relazione alle imprese minori (con meno di 20 addetti) le quote di mercato salgono ulteriormente a 22% per l’agricoltura, 22% per le imprese artigiane, 20% per le attività immobiliari, 19% per il settore manifatturiero, 16% per il turismo, 15% per le costruzioni, 14% per il commercio.
Nel corso del 2025, inoltre, è migliorata ulteriormente la qualità del credito, con la prosecuzione del processo, in corso ormai da alcuni anni, di riduzione delle esposizioni deteriorate e di aumento dei tassi di copertura: in diminuzione, rispetto all’anno precedente, i crediti deteriorati (-16,3%); risultati ancora più significativi sul fronte delle sofferenze, con un’ulteriore diminuzione del 18,4%...
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Redazione Economia