

Economia & Lavoro
Consulenti del lavoro - La presidente provinciale, Ilaria Quarenghi, commenta il rientro degli expat
«Opportunità di crescita anche per il territorio»
Businessman and businesswoman talking and holding luggage traveling on a business trip, carrying fresh coffee in their hands. Business concept. High-quality photo
«Il ritorno è positivo: trasferimento di conoscenze, nuove metodologie di lavoro, visione strategica e apertura ai mercati globali
Sono oltre 129 mila i giovani italiani rientrati dall’estero tra il 2021 e il 2025, un dato in forte crescita rispetto al passato. Secondo il Focus della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, i rientri in Italia ogni 100 trasferimenti all’estero sono passati da 26 nel quinquennio 2011-2015 a 40 tra il 2021 e il 2025. Il dato riguarda i giovani tra i 18 e i 39 anni che hanno scelto di tornare in Italia dopo un’esperienza lavorativa o di vita all’estero. Ad analizzare il fenomeno, con un occhio di riguardo per la provincia di Cremona, è la presidente dell’Ordine provinciale Ilaria Quarenghi che premette: «Il rientro dei lavoratori dall’estero rappresenta un’opportunità di crescita e innovazione per il tessuto economico locale, a patto che le competenze acquisite vengano adeguatamente valorizzate».

Il dato sui rientri suggerisce che l’esperienza all’estero non sia più necessariamente una perdita definitiva di competenze per l’Italia. Che cosa cambia, per un territorio, quando un lavoratore torna dopo aver maturato competenze professionali all’estero?
«Il ritorno di un lavoratore con esperienza internazionale innesca un trasferimento di conoscenze (knowledge transfer), nuove metodologie di lavoro, visione strategica e apertura ai mercati globali. Per una provincia o una comunità locale, questo significa molto. Innalzamento del capitale umano: si arricchisce il bacino di competenze locali, spesso colmando gap digitali o manageriali. Effetto moltiplicatore: chi rientra porta un approccio orientato al problem solving e all’innovazione che stimola la crescita anche dei colleghi rimasti. Crescono i consumi locali e la base imponibile, nonostante le agevolazioni. Si introducono nel mercato locale pratiche lavorative innovative e know-how internazionale. Aumentano le probabilità di apertura di nuova attività e di collaborazioni estere. Si inverte parzialmente il saldo demografico negativo specie nei piccoli centri come Cremona in quanto rientrano lavoratori in età attiva e con nuclei familiari al seguito, arricchendo la rete sociale e relazionale della comunità locale»...
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Mauro Taino