

Economia & Lavoro
Sabato 4 luglio partono gli attesi saldi estivi. Le aspettative degli operatori del commercio, improntate a un cauto ottimismo
Obiettivo: una boccata d’ossigeno per i consumi
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Le associazioni del settore chiedono interventi strutturali, a livello locale e nazionale, per tutelare un patrimonio di tutti
Sabato 4 luglio prende il via, in tutto il territorio lombardo, la tanto attesa stagione dei saldi estivi 2026. Per sessanta giorni, fino al 1° settembre, i negozi potranno applicare sconti di fine stagione su abbigliamento, calzature e altri articoli, in quello che resta uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per il commercio al dettaglio.

Tuttavia quest’anno la stagione della scontistica si inserisce in un contesto economico ancora complesso. Dopo un primo semestre caratterizzato da consumi prudenti, inflazione ancora elevata e costi di gestione in crescita, molti commercianti guardano agli sconti con aspettative positive ma senza facili entusiasmi. L’obiettivo è recuperare parte delle vendite mancate nei mesi scorsi, liberare i magazzini e dare nuovo slancio alle attività, pur nella consapevolezza che i saldi, da soli, non possono risolvere le difficoltà del settore.

Per Confcommercio le aspettative sono “prudentemente positive”: i commercianti sperano che gli sconti consentano di recuperare almeno in parte le difficoltà dei primi sei mesi dell’anno, caratterizzati da consumi selettivi e da famiglie sempre più attente alle spese non essenziali. Un contributo importante potrebbe arrivare anche dagli eventi estivi e dal turismo, che, secondo Confcommercio, rappresentano ormai un elemento fondamentale per sostenere il commercio dei centri stor

A cambiare, però, è soprattutto il comportamento dei consumatori. Oggi chi acquista confronta prima i prezzi online, pianifica maggiormente la spesa e punta su prodotti di qualità destinati a durare nel tempo. Proprio il confronto con l’e-commerce resta uno dei temi più sentiti: secondo Confesercenti, il sistema attuale ha ormai perso la propria funzione originaria. Tra promozioni continue, pre-saldi, offerte online e campagne commerciali permanenti, il consumatore fatica sempre più a distinguere il vero saldo di fine stagione dalle normali iniziative promozionali. Per questo Confesercenti ha rilanciato una petizione nazionale chiedendo una riforma complessiva del calendario commerciale, con regole più chiare e uguali per tutti.
Sistema Impresa Cremona sottolinea invece come l’inflazione e il caro vita abbiano modificato profondamente le abitudini d’acquisto: oggi il saldo non rappresenta più un’occasione per comprare d’impulso, ma uno strumento per difendere il bilancio familiare. In Lombardia si stima una spesa media compresa tra 210 e 230 euro per famiglia, mentre sul territorio cremonese si punta anche sull’abbinamento tra shopping, turismo ed eventi, dai Giovedì d’Estate di Cremona alle iniziative organizzate nel centro storico di Crema...
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Laura Bosio