

Economia & Lavoro
Ingegneri - Intervista a Marco Ferrari, neoeletto presidente provinciale di Cremona
«Noi, punto di riferimento»
«L’Ordine non è una realtà astratta, ma luogo d’incontro e confronto»
A pochi giorni dall’insediamento, il neo-eletto presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Cremona Marco Ferrari delinea le priorità del suo mandato: l’integrazione delle competenze, la promozione di una nuova cultura del networking, l’implementazione di nuovi paradigmi comunicativi, l’essere sempre più vicini ad iscritti e comunità. Ferrari riflette sul ruolo cruciale dell’istituzione ordinistica, chiamata non solo ad essere punto di riferimento nell’evoluzione del panorama generale, ma a farsi interprete dei bisogni di una nuova generazione di professionisti, puntando tutto su passione, visione integrata e gioco di squadra.

Come valuta l’attuale momento storico per la professione di ingegnere e per il mondo ordinistico?
«Viviamo un momento di grandi cambiamenti. Non penso solo all’intelligenza artificiale, che ormai è una realtà consolidata da declinare sul piano etico e deontologico, ma anche alla transizione energetica, alla sostenibilità e all’avvento dei grandi data center. Sono sfide entusiasmanti in cui avere un ruolo importante. Questo scenario coincide con il rinnovo del Consiglio dell’Ordine di Cremona: otto elementi nuovi e tre in continuità, con un mix tra chi si affaccia per la prima volta al mondo ordinistico e chi, come me, ha un’esperienza nella vita ordinistica che parte dal 2009 tra giovani, precedenti consigli e commissioni. L’obiettivo è restare al passo coi tempi e fare in modo che la nostra professione sia più decodificabile dalla collettività, superando il falso stereotipo dell’ordine come “una casta” attraverso anche una comunicazione ed una diffusione delle informazioni più efficaci»...
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Mauro Taino