

Economia & Lavoro
A Trento, nell’ambito del Festival dell’Economia �
Next Gen Power: i giovani alla guida del futuro (e senza bisogno di retrovisori)
Un momento dell'evento "Next Gen Power" con la partecipazione di Irene Boni, Carlo Alberto Chiavegato, Annarita D'Ambrosio, Gabriele Fava, Paramjit Kaur, Giuliano Noci, Bruna Olivieri, Corrado Passera e Pier Maria Saccani
Giuliano Noci: «La stima reciproca è la base per costruire qualsiasi processo di innovazione territoriale». Carlo Alberto Chiavegato: «Abbiamo dialogato con gli esperti e abbiamo trovato apertura, ascolto e volontà di co-progettare»
Una generazione profondamente preoccupata, ma tutt’altro che disinteressata. Giovani pragmatici, consapevoli, già immersi nella trasformazione tecnologica e nella crisi geopolitica globale, ma convinti di dover affrontare il futuro senza strumenti adeguati.
È questo il quadro che emerge da “Next Gen Power – Giovani, futuro e nuovi poteri: cosa pensano davvero le nuove generazioni”, il survey promosso dall’Hub della Conoscenza e guidata da Giuliano Noci, con il supporto di Cassa Padana BCC, Anci Lombardia, la rete Informagiovani di Anci Lombardia e del Politecnico di Milano. La ricerca è stata presentata il 21 maggio al Festival dell'Economia di Trento 2026 nell’ambito del panel “Next Gen Power: i giovani alla guida del futuro (e senza bisogno di retrovisori)”.

L’indagine, condotta su oltre 6.000 studenti delle scuole secondarie superiori lombarde, restituisce una fotografia molto distante dagli stereotipi tradizionali sui ragazzi della Generazione Z.
Abbiamo approfondito caratteristiche e obiettivi di questa iniziativa e l’esito della ricerca con il professor Giuliano Noci e lo studente Carlo Alberto Chiavegato.

Professor Noci, quale Direttore dell’Hub della Conoscenza, quanto è importante per il territorio lombardo scommettere su un modello che metta a sistema ricerca, istituzioni e credito locale?
«L’Hub della Conoscenza nasce come una risposta di sistema. È un ponte che unisce eccellenze e oggi ci troviamo nel pieno di una tempesta perfetta, innescata da tensioni geopolitiche globali e dall’irruzione dell’Intelligenza Artificiale. Per navigare in acque così agitate, si ha bisogno di un timone e di una bussola, strumenti che si identificano in un cambio di paradigma nelle logiche di sviluppo locale. Dobbiamo mettere al centro la conoscenza, la crescita delle competenze e una nuova capacità di approcciare i mercati mondiali, consapevoli che lo scenario sta cambiando. Il mercato americano vive una fase di relativa chiusura protezionistica. Il futuro si sposta verso i mercati asiatici, che sono però assai distanti per cultura, logiche e strutture. Non si può affrontare questa transizione con i vecchi strumenti. L’Hub della Conoscenza fornisce a imprese e giovani il supporto necessario per trasformare la sfida in un’opportunità di crescita reale»...

Carlo Alberto, la sua presenza e il suo coinvolgimento sono molto significativi. Come è nato questo incarico? Una candidatura spontanea, un percorso di selezione o il naturale approdo del suo impegno nelle istituzioni studentesche e sul territorio?
«Il mio coinvolgimento è il risultato di un percorso iniziato nel settembre 2024, quando ho iniziato a seguire da vicino l’Hub della Conoscenza nel suo approdo a Cremona, cercando fin da subito di agire come collante tra il progetto originario, nato a Leno, e le esigenze specifiche della nostra provincia. Non è stata una scelta casuale, ma il frutto di una collaborazione costante in cui mi sono occupato di tematiche giovanili. A questo impegno sul campo si affianca il mio ruolo istituzionale: come rappresentante degli studenti del Liceo Aselli, Presidente della Consulta Provinciale di Cremona e Coordinatore Regionale delle Consulte della Lombardia. Sento la responsabilità di portare la voce degli studenti all’interno di questi tavoli di innovazione, traducendo i bisogni dei miei coetanei in proposte concrete»...
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Beatrice Silenzi