

Economia & Lavoro
Il responsabile del patronato Inas Cisl, Andrea Bosio, fa il punto sulla Legge di Bilancio
«Manovra di continuità»
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«Conferma degli strumenti di accompagnamento alla pensione già noti, oltre a interventi mirati che avranno effetti significativi nel medio periodo»
Andrea Bosio, responsabile del Patronato INAS CISL di Cremona, fa il punto sulle principali novità contenute nella Legge di Bilancio 2026 in materia previdenziale e di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
Qual è il quadro generale delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 in materia previdenziale e di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori?
«Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026, il quadro previdenziale italiano si caratterizza per una sostanziale continuità rispetto agli anni precedenti, accompagnata però da alcuni interventi mirati che avranno effetti significativi nel medio periodo. In particolare, la manovra conferma strumenti già noti di accompagnamento alla pensione, introduce un graduale ritorno all’adeguamento dell’età pensionabile e interviene in modo strutturale sul sistema della previdenza complementare».
In cosa consiste la proroga dell’APE Sociale e quali sono i requisiti per accedervi?
«Uno dei provvedimenti più rilevanti è la proroga dell’APE Sociale, confermata anche per il 2026. L’APE Sociale continua a rappresentare uno strumento fondamentale per accompagnare alla pensione i lavoratori che si trovano in condizioni di maggiore difficoltà. Possono accedere alla misura coloro che abbiano compiuto 63 anni e 5 mesi di età e che siano disoccupati, caregiver di familiari con disabilità grave, invalidi civili con una percentuale pari o superiore al 74% oppure addetti a lavori gravosi o usuranti. I requisiti contributivi restano invariati: almeno 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e invalidi e 36 anni per i lavori gravosi, con alcune deroghe che consentono l’accesso con 32 anni. L’indennità, fino a un massimo di 1.500 euro mensili, non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo, fatta eccezione per il lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000 euro annui»...
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Mauro Taino
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