

Economia & Lavoro
Intervista al filosofo cremonese Mauro Ceruti: La transizione ecologica è certamente una sfida complessa»
«La crisi climatica è il più grande problema con cui dobbiamo fare i conti»
«A scuola necessaria una politica educativa volta a una cultura del limite, della responsabilità e dell’ecologia
Ci sono due notizie, una cattiva ed una buona. Quella cattiva: l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C per evitare le conseguenze più pericolose del cambiamento climatico è ufficialmente fallito. A dirlo è stato un rapporto pubblicato lo scorso 3 settembre dall’UNEP-Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente.
Ed ora la notizia buona: l’Italia ha raggiunto il suo massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, raggiungendo una copertura strutturale del 41% sul fabbisogno elettrico complessivo del Paese. Ma questo non basta per indurre ottimismo e speranza, secondo quanto dichiarato lo scorso 17 agosto a “Repubblica” dal filosofo di fama internazionale Mauro Ceruti, cremonese, professore emerito di Filosofia della Scienza e direttore del Centro di Ricerca sui Sistemi Complessi presso l’Università Iulm di Milano.
Nell’intervista al quotidiano romano il prof. Ceruti non ha usato mezzi termini: «Siamo sull’orlo dell’abisso – ha dichiarato – L’umanità è diventata una specie potenzialmente suicida. La crisi climatica è il solo, grande problema, perché al suo interno racchiude tutte le altre questioni globali, dalle migrazioni ai conflitti».
Professore, il suo è un giudizio molto severo…
«Ma fondato sui fatti: le quattro ondate di calore abbattutesi sull’Europa e sul Mediterraneo non sono isolate, né rappresentano una semplice contingenza, ma sono fasi di un’unica ondata continua, permanente. Già nel 2003 i climatologi prevedevano che le temperature di quell’anno, all’epoca percepite come straordinarie, sarebbero diventate normali dopo il 2020 a causa dell’accumulo di gas serra nell’atmosfera...
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Mauro Faverzani