

Economia & Lavoro
L'intervista - aolo Aramini, presidente della Piccola Industria di Cremona, traccia un bilancio di questi quattro anni al timone
«Intensità e impegno»
JM8A9238PAOLO ARAMINI PICCOLA INDUSTRIA CREMONA FOTO BETTY POLI
«Fondamentale collaborare, dialogare e creare sinergie vere, senza il timore di perdere identità
Si chiude dopo quattro anni l’esperienza di Paolo Aramini alla presidenza del Comitato Piccola Industria di Cremona, un mandato iniziato in un momento storico complesso e segnato da trasformazioni profonde. Dal 2020 al 2024 le imprese hanno attraversato la pandemia, la crisi energetica, le tensioni geopolitiche e una transizione tecnologica e industriale che ha cambiato radicalmente il contesto competitivo. Un quadriennio che ha rappresentato, per Aramini, un percorso di crescita personale e istituzionale e un osservatorio privilegiato sulle difficoltà e sulle potenzialità delle piccole e medie imprese del territorio. Il 2 marzo si terrà l’assemblea che eleggerà il suo successore.
Presidente Aramini, che bilancio trae di questi quattro anni alla guida del Comitato Piccola Industria di Cremona?
«È stato un mandato estremamente impegnativo, ma anche molto stimolante. Non provenivo da una lunga esperienza all’interno di Confindustria e dell’associazionismo industriale, quindi ho scoperto progressivamente il funzionamento del sistema confindustriale, a partire dal livello territoriale, attraverso la costruttiva collaborazione con il consiglio di presidenza da un lato e la struttura operativa dall’altro, fino ad arrivare al confronto regionale, nazionale ed europeo.
Qual è stato il principale valore aggiunto di questa esperienza?
«La conoscenza diretta del tessuto imprenditoriale del nostro territorio. Nella provincia di Cremona, come in gran parte d’Italia, il sistema produttivo è costituito prevalentemente da piccole e medie imprese, che rappresentano circa l’80 per cento delle aziende associate...
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Stefano Frati