

Economia & Lavoro
Umberto Cabini, presidente della Fondazione ADI, a tutto campo sul ruolo del design, dell’impresa e della cultura, «che abbatte ogni barriera»
«Insieme per esaltare la grandezza dell’Italia»
Umberto Cabini, presidente della Fondazione ADI Compasso d'Oro
Compasso d'Oro alla Carriera. «Un brevetto industriale valorizza un oggetto ancora di più. L’innovativo processo produttivo ideato da Arvedi ha cambiato il modo di produrre l’acciaio»
«Un singolo progetto può raccontare molto di un’azienda. Tanti progetti, osservati nel corso del tempo, possono svelare qualcosa di un intero sistema». Umberto Cabini, imprenditore di successo - la sua Icas di Vaiano Cremasco ha ottenuto molti riconoscimenti a livello internazionale - è da poco stato confermato, per il quarto mandato consecutivo e con voto unanime, alla guida della Fondazione ADI Collezione Compasso d’Oro. Un attestato di stima nei confronti della persona che, in questi anni, si è attivamente spesa per la realizzazione del progetto ADI Design Museum di Milano, nato nel 2020 e oggi promosso in ogni angolo del mondo.

Collaborazioni e sinergie fra attori diversi sono - secondo Cabini - il modo più intelligente ed efficace per valorizzare lo straordinario patrimonio e l’enorme talento delle imprese italiane, a maggior ragione in un contesto globale sempre più problematico e impercompetitivo. La nuova avventura di Umberto Cabini è lo spazio dedicato all’architetto Gio Ponti, frutto di un progetto di ampliamento dell’Adi Design Museum che vedrà la luce entro l’anno. Ma Cabini è anche vicepresidente del Museo del Violino, «un’eccellenza internazionale». In questa intervista, l’imprenditore si sofferma sul valore della cultura «che abbatte ogni barriera» e sulle azioni da mettere in campo per ampliare i nostri orizzonti, con un augurio: «Mi piacerebbe, nel 2029, portare il Compasso d’Oro a Cremona».
Presidente Cabini, partiamo dalla sua conferma, la quarta, alla guida della Fondazione ADI Compasso d’Oro. Innanzitutto, se lo aspettava? E che cosa l’ha spinta a proseguire?
«In realtà, in cuor mio avevo pensato di non dare la mia disponibilità, perché sono convinto che, dopo un certo numero di anni, si debba avere la forza di lasciare, magari anche con dispiacere. Tuttavia, sono subentrate nuove opportunità, come il nuovo spazio dedicato a Gio Ponti, un ulteriore ampliamento del museo, per cui mi sento proprio coinvolto, anche con Regione Lombardia, il presidente e l’assessore Caruso, a cui avevamo sottoposto il progetto all’inizio di quest’anno. Milano non ha un museo Gio Ponti, l’architetto più importante del 900, fra l’altro nostro socio fondatore e ideatore del Compasso d’Oro. Da qui l’idea di riservargli uno spazio ad hoc che sarà inaugurato entro la fine dell’anno».
Un’altra sfida avvincente...
«E non semplice, perché ormai il museo è saturo e abbiamo dovuto sviluppare questo progetto per un soppalco di circa 800 metri per la cui realizzazione servivano delle risorse. Il nostro Museo non ha sovvenzioni statali e si sostiene con mezzi propri. Abbiamo sottoposto l’idea a Regione Lombardia che l’ha accolta favorevolmente, così come il Comune di Milano, proprietario dell’immobile. Per realizzare questo spazio, Regione Lombardia ci ha dato un milione di euro a fondo perduto, ma con un vincolo preciso: completare i lavori entro l’anno. Per questo, abbiamo tenuto il museo chiuso nei mesi di luglio e agosto. L’altro milione che serviva lo abbiamo ottenuto dalle banche, come peraltro avevamo fatto in passato per poter aprire il museo, sottoscrivendo dei mutui che stiamo pagando regolarmente. Ecco, questa è stata proprio la motivazione che mi ha indotto ad accettare la nomina, formalizzata nel mese di giugno e per la quale c’è stato un consenso unanime. Un nuovo percorso, nuovi stimoli, per cui completerò questo quarto mandato»...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 17 SETTEMBRE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT