

Economia & Lavoro
Fenealuil: il coordinatore territoriale, Michele Zapponi, analizza lo stato di salute dell’edilizia in provincia di Cremona
«Impegno a monitorare»
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Infortuni in aumento del 3 per cento. Ma, per fortuna i casi di decesso si sono dimezzati»
Costi elevati, difficoltà nel trovare personale qualificato, infortuni e malattie professionali continuano a pesare sul comparto. A questi problemi si aggiungono i rischi legati ai lavori in quota, la frammentazione degli appalti e il caporalato, fenomeni che possono aggravare la vulnerabilità dei lavoratori. Michele Zapponi, coordinatore FenealUil Milano-Cremona-Lodi-Pavia, fotografa le principali criticità dell’edilizia in provincia di Cremona e indica nella prevenzione, nei controlli e nella collaborazione tra gli organismi di vigilanza alcuni degli strumenti necessari per intervenire

Qual è oggi la situazione del comparto dell’edilizia in provincia?
«Da alcuni mesi stiamo registrando una lieve flessione della massa salari relativamente ai lavoratori iscritti alla Cassa Edile di Cremona. A livello locale questa frenata dipende da nodi strutturali e costi elevati. Restano forti le tensioni legate ai rincari dell’energia e dei prezzi delle materie prime che tengono in scacco il margine delle imprese, unite alla difficoltà nel reperire personale qualificato».
E sul fronte infortuni?
«Per quanto riguarda il comparto edile, secondo una ricerca di Uil Lombardia e dai dati INAIL si attesta un aumento del 3% delle denunce di infortunio totali, ma, fortunatamente i casi di decesso si sono dimezzati. Dato da tenere in considerazione è anche quello legato alle malattie professionali. Se ne parla poco, ma in provincia abbiamo toccato un aumento di circa il 20/21%. Non sono dati confortanti. Noi come FenealUil, promotori della campagna “ZEROMORTISULLAVORO”, insieme a Filca Cisl e Fillea Cgil, continuiamo a batterci perché si arrivi veramente a non avere più una criticità così alta in un settore di per sé molto pericoloso»...
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Mauro Taino