Giovani e Lavoro
Samuele Bitonte, infermiere dell’ospedale Maggiore, racconta i suoi studi sotto il Torrazzo

«Un lavoro impegnativo, ma dalle grandi soddisfazioni umane e professionali»

Samuele Bitonte, infermiere

«Futuro? Diventare sempre più competente e preparato»

Il traguardo della laurea è solo l’inizio di una missione scritta nel destino. Samuele Bitonte ha coronato il suo percorso di studi a Cremona, indossando per la prima volta quella divisa da infermiere nel reparto di neurologia dell’ospedale Maggiore che, per lui, rappresenta molto più di un semplice lavoro. In un momento storico in cui la sanità ha un disperato bisogno di forze fresche, la storia di Samuele Bitonte racconta di dedizione, sacrifici sui libri e, soprattutto, di una profonda empatia verso il prossimo. Il suo ingresso nel mondo della professione medica è un segnale di speranza e continuità per il territorio cremonese. 
Cremona si arricchisce di una nuova, preziosa risorsa nel campo della sanità locale.  Mondo Padano lo ha incontrato per farsi raccontare le emozioni della tesi e i suoi progetti per il futuro.
Dottor Bitonte, perché ha scelto la professione infermieristica?
«Ho sempre sentito in me la propensione ad aiutare ed essere utile alle persone nei momenti più difficili della loro vita, momenti in cui, le stesse, non hanno le forze o il sostegno psicologico per farlo. Mi sono sempre riconosciuto come una persona dotata di grande empatia che penso sia la chiave che rende questa professione cosi umana».
Qual è stato il primo pensiero il giorno della laurea?
«L’orgoglio verso me stesso, il percorso universitario è lungo e ricco di tensioni e di stress-correlato, quindi è giusto riconoscersi tutti i meriti possibili; e poi ovviamente gratitudine alla mia famiglia e tutte le persone che mi hanno affiancato e supportato in questi tre anni»...
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Antonio Gattulli
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