

Giovani e Lavoro
Il prorettore del Politecnico di Cremona analizza contenuti e opportunità dell’accordo fra PoliMi e South China University of Technology che ha sede a Guangzhou
«Robotica, precisione e bioenergia»
«La collaborazione con la SCUT si focalizzerà su questi tre pilastri tecnologici fondamentali»
Prorettore delegato del Polo di Cremona e ingegnere del software, il prof. Luciano Baresi, guida la trasformazione accademica verso un modello di eccellenza, dove la ricerca si sposa con le esigenze del territorio.

Questo accordo arriva in concomitanza con l’apertura della nuova sede nell’ex caserma Manfredini. Professor Baresi, come cambierà l’attrattività internazionale di Cremona per gli studenti stranieri grazie a questa partnership con uno dei colossi dell’ingegneria cinese, secondo lei?
«Il trasferimento nella nuova sede, avvenuto lo scorso settembre, rappresenta la base di una strategia molto più ampia, centrata sull’internazionalizzazione. In un contesto segnato dall’inverno demografico, l’apertura verso nuovi orizzonti traccia una strada precisa per il Politecnico e per il Polo di Cremona, non è soltanto un’opportunità. In questo scenario, l’accordo con la South China University of Technology (SCUT) è fondamentale. Sebbene sia un’alleanza di Ateneo, il fulcro operativo per quanto riguarda l’Agricultural Engineering sarà proprio Cremona. La partnership, legata all’Agricultural Engineering, corso interamente in lingua inglese, ci permette di consolidare la nostra attrattività internazionale, offrendo agli studenti un ecosistema di eccellenza che unisce una sede d’avanguardia a contatti diretti con i colossi della tecnologia mondiale».
Il Polo di Cremona ha una laurea specifica in ingegneria dell’agricoltura. In che modo il confronto con i ricercatori della SCUT influenzerà i programmi di studio e le opportunità di ricerca per gli studenti?
«L’accordo siglato e promosso dal Prorettore per la Cina del Politecnico, il prof. Giuliano Noci, mette in luce una dichiarazione d’intenti di alto valore strategico. Rappresenta l’inizio di un percorso di contaminazione sia accademica che scientifica e, concretamente, il confronto influenzerà i nostri programmi attraverso una reciproca conoscenza dei curricula. Unendo le forze su temi di interesse comune, analizzeremo reciprocamente le buone pratiche al fine di integrarle per raggiungere il risultato migliore ed il primo passo sarà l’avvio di progetti di ricerca congiunti. Nell’immediato...
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Beatrice Silenzi
