

Economia & Lavoro
Redatto da 287 scienziati e oltre 800 revisori
GEO-7 il rapporto dell’Onu che offre soluzioni per un futuro migliore
Fontefrancesco: «Cambiamento e impegno»
Si chiama GEO-7, acronimo che sta per «Global Environment Outlook 7», ed è stato presentato lo scorso dicembre a Nairobi col titolo «Advancing sustainable solutions for a resilient planet» presso il quartier generale dell’UNEP-United Nations Environment Programme: si tratta della valutazione scientifica ambientale più completa mai realizzata, frutto del lavoro di 287 scienziati provenienti da 82 Paesi e di oltre 800 revisori da tutto il mondo, riuniti per la prima volta. Questo rapporto non si limita a diagnosticare lo stato di salute del pianeta, ma confronta l’attuale traiettoria dello sviluppo con una visione alternativa e positiva del futuro.
Tra le figure di spicco, che hanno contribuito alla stesura di questo importante documento, c’è il prof. Michele Filippo Fontefrancesco, docente di Antropologia Culturale presso le sedi di Brescia, Piacenza e Milano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: ha ricoperto il ruolo di Leading Author per il capitolo «Regional Dimension of the Transformative Solutions for the Global Environmental Crises» e Contributing Author del capitolo «Food Systems Transforming Pathways», svolgendo un ruolo centrale nell’analisi e nel disegno delle strategie necessarie per un futuro sostenibile. Lo abbiamo intervistato.

Professore, qual è lo scopo di questo documento?
«GEO-7 non è un semplice rapporto, ma una “bussola” per la governance globale. A differenza delle edizioni precedenti, che si limitavano spesso alla diagnosi, il GEO-7 adotta un approccio fortemente orientato alle soluzioni. L’obiettivo è tracciare percorsi pratici e attuabili per trasformare i sistemi umani chiave al fine di risolvere le crisi interconnesse del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento».
Mauro Faverzani