

Economia & Lavoro
Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro - presentato il Rapporto annuale 2025: Disoccupazione ai minimi. I nodi: invecchiamento e difficoltà di reperimento
Fondamentali ancora solidi, le condizioni di fondo...
Blurred people at a trade fair
La popolazione torna a crescere, ma è interamente sostenuta dai flussi migratori, mentre l’età media sale a 47,3 anni
Anche per il 2025 la Provincia di Cremona, in sinergia con la Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia e grazie al supporto tecnico-scientifico di IRS - Istituto per la Ricerca Sociale, che ha collaborato con il CRILDA dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presenta il Rapporto annuale sull’andamento del mercato del lavoro locale. L’analisi si fonda su un’ampia gamma di dati statistici e amministrativi provenienti da fonti ufficiali — tra cui ISTAT, INPS, INL, Unioncamere-Excelsior e la Camera di Commercio — integrati con elaborazioni originali e con i dati raccolti direttamente dalla Provincia di Cremona attraverso l’attività dei propri servizi. Un valore aggiunto del Rapporto è proprio la lettura integrata di fonti di diversa natura, statistiche campionarie e archivi amministrativi, che permette di restituire una fotografia il più possibile completa del contesto economico e produttivo provinciale: non soltanto i numeri dell’occupazione, ma anche le trasformazioni più profonde del sistema imprenditoriale, dei percorsi di istruzione e formazione e delle politiche attive del lavoro.
Il 2025 si chiude, per il mercato del lavoro cremonese, con un quadro in cui solidità e fragilità convivono. Sul piano dei fondamentali la tenuta è netta: l’occupazione resta su livelli storicamente alti, la disoccupazione è fra le più basse della regione, i servizi per il lavoro crescono in volume e cambiano funzione. Sul piano strutturale restano però aperti i nodi di sempre — l’invecchiamento della popolazione e la dipendenza dall’apporto migratorio, il divario di genere, le difficoltà di reperimento e l’emigrazione dei giovani più qualificati — su cui pesano ancora gli effetti degli shock degli ultimi anni, in parte riassorbiti e in parte no: dall’emergenza pandemica all’impennata inflazionistica, fino alla crisi dei prezzi energetici. È in questo scarto, fra solidità dei numeri occupazionali e fragilità delle condizioni di fondo, che si collocano i dati di quest’anno: la ricostruzione della fiducia delle famiglie sul potere d’acquisto, quella delle imprese sugli investimenti, e il rafforzamento del ruolo dei servizi pubblici come punto di riferimento per le persone e le imprese del territorio — il filo che dà il titolo al Rapporto...
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Redazione Economia