

Economia & Lavoro
Gabriele Bongini, dalla Valtellina a Cremona per la laurea in Agricoltural Engineering
«Focus sul settore agricolo»
Il campus "Città di Cremona" del Politecnico di Milano
«In questa città non siamo solo dei numeri. Ho potuto apprendere le sfide del comparto insieme alle basi dell’ingegneria»
Dalle aule del campus di Cremona ai campi del futuro. Diventare ingegnere agrario oggi significa unire la passione per la terra alle competenze tecnologiche più avanzate. Lo sa bene Gabriele Bongini, neolaureato in Agricultural Engineering, che ha scelto di scommettere su una delle professioni più richieste e strategiche del momento. Mondo Padano lo ha incontrato per farsi raccontare la sua esperienza di studio, le sfide della tesi e i suoi progetti per il futuro.

Ingegner Bongini, perché ha scelto proprio il corso di laurea in Agricultural Engineering?
«Ho preso la decisione di iscrivermi alla laurea magistrale in Ingegneria per l’agricoltura perché ho trovato interessante l’idea di poter fondere competenze di natura ingegneristica con competenze legate al mondo dell’agricoltura. In questo modo ho potuto apprendere le problematiche e le sfide legate al mondo dell’agricoltura ed ho inoltre appreso le basi delle materie ingegneristiche (come l’automazione, l’informatica, la meccanica, ...) per affrontare tali sfide».
Cosa l’ha spinta a trasferirsi a Cremona per gli studi universitari?
«Mi sono trasferito a Cremona proprio per intraprendere questi studi e così ho lasciato Albosaggia, in Valtellina, per trasferirmi all’ombra del Torrazzo».
Quali sono stati i punti di forza del campus cremonese per la sua formazione?
«Senza dubbio il fatto di essere a “misura di studente”, dove è presente una forte interazione tra i colleghi di corso e soprattutto con i professori. Arrivando da Milano ho chiaramente notato un incremento della qualità della vita universitaria all’interno del campus; infatti, se a nel capoluogo lombardo, a causa dell’elevato numero di studenti si è visti come dei “numeri”, a Cremona è proprio l’opposto»...
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Antonio Gattulli