Economia & Lavoro
La nuova vita del Mulino del Castellazzo acquistato dall’associazione “Verdi e le sue terre”

Dove l’agricoltura incontra la musica

Mulino del Castellazzo

Fiorentini: «Si lavora al progetto di riqualificazione. Perché Cremona dovrebbe aderire»

Roberto Fiorentini, giornalista, musicologo e vicepresidente dell’associazione “Verdi e le sue terre”, racconta il progetto di recupero del Mulino del Castellazzo, acquistato dal Cigno di Busseto nel 1875 e oggi al centro di un’ambiziosa iniziativa culturale
Roberto Fiorentini
Roberto Fiorentini
Come nasce l’associazione “Verdi e le sue terre” e perché ha deciso di acquistare il Mulino del Castellazzo?
«Da tempo covavamo questo desiderio. Un gruppo di persone che conosco da anni, legate a Villanova d’Arda e accomunate dall’amore per Verdi e per la lirica, ha deciso di riunirsi in un’associazione con un obiettivo preciso: salvaguardare quel poco di patrimonio immobiliare verdiano che è rimasto sul territorio. Il mulino era un simbolo naturale da cui partire perché rappresenta una dimensione di Verdi che spesso si dimentica: quella dell’agricoltore. Un ruolo che lui non delegava, ma gestiva direttamente con grande attenzione. Il mulino compare già nelle carte dei Conti Pallavicino, nel 1471, e Verdi lo acquistò nel 1875. Recuperarlo significa restituire senso a un pezzo autentico della sua biografia».
Il Mulino del Castellazzo, oggi
Il Mulino del Castellazzo, oggi
Quali sono le condizioni attuali dell’immobile e a che punto sono i lavori?
«L’acquisto è avvenuto da poco tempo, per cui siamo ancora nelle primissime fasi operative. Gli architetti stanno lavorando al progetto, che dovrà naturalmente passare al vaglio della Soprintendenza...
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Stefano Frati
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