La lunga strada della fiducia economica raccontata al Castello di Padernello
Quando sabato 28 febbraio sono entrato nel salone del Castello di Padernello, prima ancora che iniziasse il convegno, ho osservato le persone prendere posto. Imprenditori, professionisti, famiglie, giovani. Volti diversi, storie diverse, ma una cosa in comune: tutti, in un modo o nell’altro, ogni giorno prendono decisioni economiche. E quasi sempre le prendono senza avere piena consapevolezza del contesto storico e culturale dentro cui si muovono.
È proprio per questo che abbiamo voluto organizzare un incontro sulla storia del denaro. Non per nostalgia, non per erudizione, ma per offrire uno sguardo lungo. Perché chi guarda solo il presente rischia di confondere la moda con il cambiamento strutturale.
Abbiamo iniziato con un gesto semplice, quasi provocatorio: “Tirate fuori lo smartphone”. In un convegno sulla storia della moneta, partire dall’oggetto simbolo della contemporaneità è stato intenzionale. Con il supporto di Marco Scuri di Spem, il pubblico ha partecipato a un quiz interattivo tramite QR code. Domande sull’oro, sulle prime monete, sul concetto stesso di valore. In pochi minuti la sala è diventata un laboratorio dinamico. Non era un gioco fine a sé stesso. Era un modo per dire: il denaro non è qualcosa che riguarda altri. Riguarda voi. Riguarda tutti noi.
Quando Alex Ricchebuono ha consegnato ai primi tre classificati delle monete storiche autentiche, si è creato un ponte tra epoche. Un oggetto coniato secoli fa, oggi nelle mani di chi vive nell’era digitale. Eppure il significato resta lo stesso: riconoscere un valore condiviso...
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Maurizio Poli

