Economia & Lavoro
Alessio cè, presidente della Piccola industria, indica le priorità del suo mandato

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Mid adult worker operating a CNC machine while working in industrial facility.

«Cremona raccoglie 300 aziende e 7mila lavoratori che meritano una voce forte»

L’elezione di Alessio Cè alla presidenza del Comitato Piccola Industria di Cremona segna l’avvio di una nuova fase per le circa trecento imprese di riferimento sulle cinquecento associate. Il suo rapporto con l’Associazione Industriali affonda le proprie radici molto più indietro nel tempo.
Alessio Cè, presidente del Comitato Piccola Industria di Cremona
Alessio Cè, presidente del Comitato Piccola Industria di Cremona
Presidente Cè, lei frequenta l’Associazione Industriali da molto tempo. Come nasce il suo legame con questa realtà e cosa l’ha spinta a candidarsi alla presidenza?
«Il mio rapporto con l’Associazione Industriali viene da lontano: sono più di vent’anni che frequento questa struttura, che per me ha sempre rappresentato un punto di riferimento fondamentale. Sono un imprenditore di quasi prima generazione — ho ereditato una piccola azienda di famiglia che abbiamo fatto crescere nel tempo — e in questo percorso l’Associazione mi ha accompagnato, formato, sostenuto. Candidarmi è stato, in parte, un atto di gratitudine: sentivo il bisogno di restituire qualcosa a un’organizzazione che mi ha fatto crescere come imprenditore e come persona. Ma c’è anche una ragione più concreta e strategica. Rappresento realtà piccole e medio-piccole, e sono convinto che solo attraverso l’unione e la condivisione delle forze si possa ottenere il peso necessario per incidere davvero. Il Comitato Piccola Industria di Cremona raccoglie 300 aziende, con circa 7mila lavoratori: è una comunità imprenditoriale significativa, che merita una voce forte e autorevole».
Qual è il filo conduttore con il mandato del suo predecessore, Paolo Aramini? Ci sono elementi di continuità che intende preservare?
«Il mandato di Paolo Aramini ha tracciato un solco profondo e fertile. La continuità è un valore, non un limite: significa capitalizzare il lavoro fatto, non disperdere energie in cambi di direzione inutili. Rimarrà, ad esempio, la felice esperienza del PMI Day, un appuntamento che ha dimostrato di saper coinvolgere i giovani imprenditori e il mondo della scuola — due mondi che devono imparare a viaggiare insieme. L’attenzione al dialogo con le istituzioni scolastiche — docenti, presidi, rettori — sarà anch’essa costante: siamo pronti a essere interlocutori attivi su questo fronte»...
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Stefano Frati
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