

Economia & Lavoro
Propensione al risparmio all’11,4%. Sui conti correnti degli italiani oltre 1.300 miliardi di euro
Ci confermiamo delle formiche
Le cause: incertezza, tensioni geopolitiche e il ricordo dei rincari energetici
Ogni inizio anno porta con sé una promessa, la promessa del nuovo, ma perché una promessa diventi progetto servono fiducia, tempo e metodo. Senza metodo, anche la ripartenza rischia di restare una parola vuota.
Buon Anno a tutti i lettori di Mondo Padano, eccoci di nuovo insieme. Gennaio è, per definizione, il mese dei “fogli bianchi”, appunto la promessa del nuovo... È quel rito laico che ci vede tutti un po’ impegnati a tirare le somme sul passato, a guardare l’estratto conto con un occhio e i sogni nel cassetto con l’altro, si cerca di capire se il vento è cambiato o se è meglio restare ancora un po’ sulla difensiva, nel porto sicuro delle nostre abitudini.

Entrando nel vivo di questo 2026, i dati pubblicati recentemente dal Sole 24 Ore e confermati dalle ultime rilevazioni Istat ci raccontano una storia curiosa, ma nota, rassicurante da un lato e un po’ demotivante dall’altro: la propensione al risparmio degli italiani è balzata all’11,4%, un livello che, escludendo la parentesi eccezionale della pandemia, non si vedeva dal lontano 2009. Certo il risparmio è una virtù su questo non si discute, è uno sguardo verso il futuro, ma perché oggi questo dato ci dovrebbe far riflettere profondamente?
Lo definisco il paradosso del risparmio! Nonostante un’inflazione che finalmente sembra sotto controllo (siamo intorno all’1,4%) e un mercato del lavoro che tiene, molti italiani preferiscono lasciare i soldi “sotto il materasso” o parcheggiati sui conti correnti, proprio così, oggi i conti correnti ospitano la cifra record di oltre 1.300 miliardi di euro.
Perché accade? La risposta trova origine nella nostra psicologia economica...
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Giusy Biondelli