

Economia & Lavoro
Il professor Domenico Simeone anticipa contenuti e obiettivi di un nuovo corso di formazione
«Bisogna mettersi in ascolto»
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“La cultura del bambino”, organizzato da Università Cattolica in collaborazione con la Casa delle Arti e del gioco – Mario Lodi, si rivolge agli insegnanti
Al via un nuovo corso di formazione Mario Lodi: “la cultura del bambino” al centro della scuola organizzato daUniversità Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con Casa delle Arti e del Gioco – Mario Lodi. Il corso è articolato in tre incontri in presenza e due incontri on line: durata complessiva 22 ore. Gli incontri in presenza si svolgeranno presso la sede della Casa delle Arti e del Gioco – Mario Lodi a Drizzona. ll corso si svolgerà nel periodo tra il 3 ottobre e il 14 novembre 2026.

Professor Simeone, il corso mette al centro la ‘cultura del bambino’ e dal punto di vista pedagogico, come la si può definire oggi? In che modo l’università può aiutare gli insegnanti a decodificare il linguaggio dei più piccoli?
«Credo che l’approccio fondamentale risieda nell’ascolto dei bambini, del loro linguaggio e delle loro molteplici modalità espressive, inclusa quella artistica. Spesso, quando pensiamo all’educazione, ci focalizziamo su ciò che dobbiamo trasmettere, o dire ai bambini, mentre ritengo, invece, che esista una dimensione educativa volta a creare uno spazio di accoglienza per ciò che i piccoli hanno da comunicarci, imparando a osservare il mondo dalla loro prospettiva. Solo così, noi adulti, possiamo apprendere sguardi inediti, proprio grazie al confronto con l’infanzia. D’altronde, la tradizione classica concepiva l’educazione non solo come ‘e-ducere’, un trarre fuori, ma anche come un sottrarre il superfluo: alcuni autori paragonavano l’atto educativo al lavoro dell’artista che, con lo scalpello, rimuoveva la materia in eccedenza, affinché la forma autentica potesse finalmente emergere. Porsi in ascolto del bambino significa dunque ritornare all’essenziale, imparando a guardare la realtà con occhi diversi per scorgere dettagli che i grandi, troppo spesso, non riescono più a percepire. Tale attitudine non è spontanea. Richiede una formazione specifica, volta a prestare attenzione all’universo infantile. È significativo che Mario Lodi parli di ‘cultura del bambino’ perché non si tratta di un mondo semplicemente curioso, o altro, rispetto al nostro, ma di un vero e proprio apparato culturale di cui dobbiamo riappropriarci e che occorre conoscere a fondo. Il corso intende quindi supportare gli insegnanti nel farsi pronti all’ascolto e all’osservazione, fornendo gli strumenti per decodificare i tratti distintivi di quella che è, a tutti gli effetti, la ‘cultura dell’infanzia’»...
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Beatrice Silenzi
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