

Economia & Lavoro
Francesco Zuech e Paola Daina analizzano pro e contro della legge di Bilancio 2026
«Bene i conti, ma serve più coraggio»
In un contesto geopolitico terribile, sono necessari sforzi maggiori e regole certe
Intervista doppia ai responsabili nazionali dell’area fiscale, Francesco Zuech, e dell’area lavoro, Paola Daina, di Confimi Industria.

Dottor Zuech che giudizio dà in generale sulla Legge di Bilancio 2026?

«La nuova manovra è in linea con le 3 precedenti, all’insegna della quadratura dei conti e l’obiettivo del patto di stabilità. I fatti - al momento - testimoniano che spread e rating sono migliorati e l’Italia sembra meno “ricattabile”. Questo è indubbiamente positivo ma, per le imprese, il contesto geopolitico è “orribile”. Inoltre, cambiano i Governi, ma le imprese rimangono sempre il bancomat di Stato, le complicazioni non diminuiscono così come l’incertezza del diritto. Le difficoltà che il Governo deve affrontare sono sicuramente molte e alla manovra possiamo dare un giudizio timidamente positivo, ma ci sono misure, introdotte all’ultimo minuto, che consideriamo inaccettabili. Mi riferisco all’introduzione, dal 2028, di una ritenuta d’acconto dello 0,50% (1% dal 2029) da operare sui pagamenti per cessioni e servizi fra imprese. Confimi si è già dichiarata fermamente contrariata a questa “delirium” payment whithholding tax che, oltre a portare complicazioni esagerate, rischia di diventare, come in molti atri casi, una misura senza ritorno (ritenute su bonus in edilizia, split payment che doveva sparire con la fattura elettronica; acconto Iva di dicembre, ecc.,). Non giovano, altresì, ai problemi di liquidità delle imprese l’estensione dell’obbligo di versare all’INPS il TFR e, dal prossimo luglio, il versamento ai fondi pensioni con il sistema del silenzio assenso nelle nuove assunzioni»...
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Redazione Economia