Cultura & Spettacoli

Uomo, natura e sacro. L’Olanda a Cremona, lontani ma non troppo

Rembrandt, “Busto di uomo in abito orientale”.

Al Museo Civico, due culture diverse messe in relazione fin dal XV secolo dal mondo del commercio

Una nuova iniziativa, dal sapore extraterritoriale, anima la Pinacoteca di Cremona: “Omaggio a Rembrandt. Olandesi a Cremona” è l’esposizione temporanea allestita nelle sale espositive del museo civico Ala Ponzone. L’iniziativa prende occasione dalla collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam per uno scambio di prestiti che ha dato origine alla creazione di una mostra che mette in relazione il rapporto fra la pittura olandese e il mondo cremonese. Si tratta di due terre e due culture così lontane, collegate fra loro da secoli dal mondo del commercio, che mette in relazione fin dal XV secolo le Fiandre con Cremona e gran parte dell’Italia centrale. La mostra si pone come obiettivo principale raccontare come tradizioni e mode olandesi sono stati tradotti in una pittura particolarmente apprezzata dall’arte italiana, che mette a confronto iconografie e stili differenti ma uguali tematiche. Anche la società olandese, ovviamente, racconta con i pennelli l’uomo, il suo rapporto con il mondo sacro e i piaceri terreni, il suo legame con la natura e il modo in cui vuole apparire nel corso dei secoli. Fra il XVI e il XVII secolo i pittori si impegnano a raccontare un mondo che cambia: il protestantesimo incide nel modo in cui ora si guarda alla società, soprattutto quella contadina; la sempre più fiorente attività economica trasforma gran parte della popolazione in una casta borghese che si mostra ricca e raffinata. L’esposizione in Pinacoteca, dunque, racconta attraverso una quarantina di opere come si percepiva il mondo nord europeo dell’età moderna attraverso gli occhi dei pittori...
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Elena Poli
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