Cultura & Spettacoli

Un'anteprima della Festa del Po? Sarebbe il vanto per il sindaco

Un momento musicale della Festa della Repubblica lungo il fiume Po [foto Betty Poli]

Il 2 giugno Impeccabile l’organizzazione, anche sul piano dell’accoglienza, da parte della Prefettura

Lavorandoci sopra, potrebbe essere questo il format di base della Festa del Po preconizzata da diversi sindaci a questa parte, ma fin qui mai concretizzata. Ho avuto la fortuna di assistere alla manifestazione del 2 giugno che quest’anno la Prefettura ha deciso di organizzare sul Grande Fiume, di concerto col Comune di Cremona, e ne ho apprezzato molto l’idea di fondo e l’organizzazione impeccabile. È stato anticipato l’orario d’inizio della cerimonia della Festa della Repubblica alle 11 del mattino, rispetto alle 18,30 preventivate, perché l’unico organizzatore che può sconfiggere gli eventi atmosferici – oggigiorno sempre più significativi e invadenti – è il Padreterno. Un anticipo comunque provvidenziale che ha consentito di concludere il tutto entro le 14 prima che si scatenasse l’inferno meteo, poi proseguito per l’intera giornata. Complimenti in primis al Prefetto Antonio Giannelli, il quale ha avuto l’idea e il coraggio di spostare la manifestazione che tradizionalmente si sviluppava tra Piazza del Comune e gli appartamenti prefettizi – dove negli ultimi anni si percepiva sempre maggiore disagio a causa di questo disgraziato caldo anticipato – lungo la sponda cremonese del Po, il Lungo Po Europa, in prossimità del ponte che è tra i simboli della città. In questa nuova sede hanno giocato un ruolo da protagoniste le società Canottieri, il “mare della città”, che hanno aperto le loro porte anche ai non soci ospitando gli stand delle varie forze dell’ordine. Queste ultime sono poi state il fiore all’occhiello dell’iniziativa inscenando situazioni in cui potrebbero essere coinvolte nell’esercizio delle loro funzioni, dalla Polizia ai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza, dal Reggimento Genio Guastatori, dai Vigili del Fuoco all’Areu, Polizia Locale e Provinciale, simulazioni che evidentemente hanno richiesto lunghe prove e che hanno suscitato l’ammirazione e gli applausi delle migliaia di persone che si sono assiepate lungo la sponda dell’Eridano. Alla fine una parata di canoe e barche con voga alla veneta hanno rappresentato la straordinaria realtà delle Canottieri, un fenomeno che raccoglie 18 mila cittadini, un terzo dell’intera popolazione di Cremona. Impeccabile l’organizzazione anche sul piano dell’accoglienza, curata soprattutto dal personale della Prefettura, e per ciò che riguarda i sussidi tecnici, dalle eccellenti riprese curate da Cr1 (tv che ha trasmesso la cerimonia sul canale 19 e in streaming ) alla fonica, dalle proiezioni su maxi-schermo alle musiche di sottofondo con uno staff che ha coinvolto il regista Marco Taietti di Mixer Prod. Action, Giochi di Luce, il giornale La Provincia con il coordinamento di Marco Aschedamini, fino allo speaker Gianluca Savoldi. In tutto questo contesto il sindaco Andrea Virgilio ha tenuto un discorso particolarmente ispirato, parlando del Po come di una metafora della città di Cremona, della sua storia, delle sue genti, dei suoi campioni dello sport e della vita. Un primo cittadino evidentemente a suo agio e non a caso è proprio lui, fin dalla campagna elettorale, ad aver sempre citato il Grande Fiume come a una realtà su cui puntare. Poi, si sa, dal dire al fare... Questa occasione del 2 giugno potrebbe però dare il “la” alla futura Festa del Po dove possano idealmente essere portate a sintesi tutte le identità cittadine che dal Fiume nascono e si riverberano, e sono davvero tante, dai campioni del meloframma Monteverdi e Verdi che idealmente si passano il testimone da sponda a sponda, ai capolavori del cinema (Novecento su tutti) che rappresentano la religione del lavoro nato nelle terre circostanti, dalle saghe legate agli sport del remo che ci hanno resi grandi alle Olimpiadi alle bontà dell’agroalimentare che dal fiume traggono sapore e linfa. E magari una grande festa musicale serale potrebbe chiudere la kermesse, quando il crepuscolo contribuisce ad accendere le emozioni. Dopotutto, come sostiene Riccardo Muti, Giuseppe Verdi ha trovato nel Po la forza di raccontare l’Eufrate di Nabucco e il Nilo di Aida .
Roberto Codazzi
Roberto Codazzi
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