CremonaJazz. Veronica Swift: “TransGenre” è la filosofia artistica che mi guida. Mi sento una narratrice
Quarto appuntamento con CremonaJazz, la rassegna diretta da Roberto Codazzi e promossa dal Museo del Violino e Unomedia con il sostegno di Fondazione Arvedi Buschini e MdV Friend.
Martedì 12 maggio alle ore 21, in Auditorium Arvedi, debutta il “Veronica Swift 4et”, con Veronica Swift voce, Holger Marjama pianoforte, Rasmus Svensson-Blixt batteria e Jack Tustin basso. Una esperienza travolgente, che romperà i confini del jazz tradizionale per abbracciare una fusione più ampia che include rock, blues, vaudeville, spaziando tra vari generi jazz. Swift ha la capacità di passare da momenti di estrema delicatezza a esplosioni di intensa energia, mantenendo sempre un controllo tecnico assoluto. E’ attesa una performance vibrante e virtuosistica, con la cantante acclamata, anche, per la sua abilità intrattenitrice.
«L’Italia - racconta a “Mondo Padano” - è uno dei miei Paesi preferiti in assoluto al mondo, e ogni volta che ho la possibilità di trascorrere del tempo qui e incontrare i miei fan nella splendida campagna, nell’architettura che ti trasporta nel tempo... mangiare e bere con la gente del posto e praticare il mio italiano: ebbene tutto questo mi riempie di gioia! E anche la location dell’Auditorium sembra meravigliosa! Non vedo l’ora!».
Nel Suo ultimo album esplora generi diversi. Si considera principalmente una cantante Jazz o preferisce definirsi un’artista crossover?
«Mi considero una narratrice. A volte lo faccio attraverso il jazz (la cultura e il linguaggio con cui sono cresciuta), altre volte attraverso le mie opere rock teatrali originali, e a volte attraverso il teatro musicale e il cinema! Non mi piace usare la parola crossover, perché quando canto jazz, canto da un luogo puro e autentico, in un contesto più tradizionale...
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Ana Vera Teixeira

