

Cultura & Spettacoli
Teatro Ponchielli. Allargare il perimetro dell’offerta, rimettere in movimento abitudini e aspettative
«Una Stagione Musica che dialoghi con i giovani»
Vitalità e partecipazione; una proposta che si costruisce guardando avanti
Un cartellone che attraversa repertori, epoche e linguaggi differenti. Un programma ricco e articolato, da gennaio ad aprile ‘27, nel quale la grande tradizione musicale dialoga con la contemporaneità, mettendo al centro interpreti di prestigio, giovani talenti e proposte che intendono incontrare un pubblico sempre più ampio. Questa in sintesi la Stagione Musica del teatro Ponchielli: a parlarcene, in questa intervista a due voci, il Sovrintendente Andrea Nocerino e Irene Alzani, della Segreteria artistica Musica del Ponchielli.
Sovrintendente Nocerino, c’è un filo conduttore nella Stagione Musica e cosa vi ha guidato nella scelta?
«Tutte le Stagioni 2027 si aprono con un riferimento letterario, parole di grandi poeti che provano a guidare la fruizione e l’ascolto. Nella composizione di un’offerta eterogenea, come deve essere quella del Ponchielli, ogni tentativo di filo conduttore rischia di essere didascalico. La scelta è invece proporre ogni volta un modo per porsi nei confronti dell’esperienza artistica.
Per la Stagione Musica abbiamo scelto un verso di Giorgio Caproni: « Sono tornato là / dove non ero mai stato »: un piccolo paradosso forse una delle ragioni per cui ascoltiamo musica: tornare a noi stessi attraversando qualcosa che ancora non conosciamo. Scegliere la musica per riconoscere le proprie emozioni, per ritagliarsi uno spazio di solitudine, per ritrovarsi. Non troppo diversamente da quanto suggeriva Blaise Pascal, quando individuava nell’incapacità di restare soli e in silenzio una delle grandi inquietudini dell’uomo. Da qui discendono scelte diverse: il bicentenario della morte di Beethoven, la grande letteratura, la contemporaneità, sensibilità oltreoceaniche e capolavori del Novecento italiano».
L’inaugurazione spetta all’Orchestra Sinfonica di Milano con un programma nel segno della tradizione e di grande suggestione. Gli altri due appuntamenti con l’orchestra – i Pomeriggi Musicali e la Filarmonica Toscanini – il repertorio “sconfina” nel Novecento e con Dardust nel contemporaneo. Qual è il motivo di questa scelta?
«L’accostamento che propone è assolutamente opportuno - esordisce Irene Alzani -. I tre appuntamenti sinfonici restituiscono bene l’idea di una stagione multiforme, che tiene insieme tre obiettivi: il ricambio generazionale, il grande repertorio e la curiosità verso pagine meno frequentate.
Il Concerto per violino di Mendelssohn e la Sinfonia Dal nuovo mondo” di Dvořák...
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Carla Parmigiani