

Cultura & Spettacoli
«Una società poco rispettosa dei ritmi dell'infanzia»
Group of cute children lying on grass
Silvia Iaccarino, formatrice e psicomotricista: «Il bisogno dei bambini di essere visti da adulti lontani»
«Essere bambini oggi significa crescere in un tempo molto complesso, veloce e spesso poco rispettoso dei ritmi profondi dell’infanzia. Significa abitare un mondo ricco di opportunità, ma anche fortemente esposto a stimoli continui, aspettative elevate e modelli adultizzati che rischiano di comprimere bisogni essenziali come il gioco, il movimento, il tempo lento, la noia creativa e la relazione autentica».
Così Silvia Iaccarino, formatrice e psicomotricista di Percorsi formativi 06, protagonista dell’incontro “Essere bambini oggi” che, martedì 14 aprile, la vedrà dialogare con Alberto Pellai. Un confronto dedicato alle sfide del crescere nel terzo millennio, tra fragilità, risorse e nuovi bisogni evolutivi rivolto a genitori, insegnanti ed educatori.
«Nella fascia 0-6 - riprende Iaccarino - questo è particolarmente evidente, perché bambini e bambine costruiscono le basi del proprio sviluppo attraverso il corpo, l’esperienza sensoriale, la ripetizione, il legame affettivo e la presenza fisica e psicologica degli adulti.
Guardando più da vicino, emergono bisogni che questa epoca ha reso più urgenti o addirittura generato: il bisogno di attraversare il silenzio e la noia senza che diventino ansia, il bisogno di costruire un’identità in un ambiente che cambia troppo in fretta per radicarsi, il bisogno di essere visti da adulti presenti ma spesso mentalmente (...).

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Carla Parmigiani