

Cultura & Spettacoli
Tre artisti, un dialogo aperto nell’intimità dello sguardo
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Alcune delle opere presenti [foto Gaia Badioni]


Cultura & Spettacoli
Tre artisti, un dialogo aperto nell’intimità dello sguardo
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Alcune delle opere presenti [foto Gaia Badioni]
Fino al 27 febbraio, l'omaggio a san Francesco. Con Graziano e Rita Bertoldi e Giorgio Palù
La chiave per comprendere la mostra ospitata da Bertoldi Arte è, forse, racchiusa nell’affermazione del titolo: “Un dialogo aperto”. L’esposizione, che non è né iconografica e nemmeno di arte sacra, raccoglie il pensiero degli artisti Graziano Bertoldi, Giorgio Palú e Rita Bertoldi, differenti per formazione e generazione, offrendo al visitatore altrettante differenti modi di riflessione attorno alla figura di San Francesco D’Assisi, evidenziando “come la parola di Francesco sia in grado di dialogare con il contemporaneo”.
La narrazione che i tre artisti hanno sviluppato è una finestra spalancata su un panorama estremamente vario, ma con, tuttavia, un tratto comune che echeggia silenziosamente per tutte le stanze dell’atelier: l’intimità dello sguardo.
Sono, a tal proposito, penetranti gli occhi dei volti di Graziano Bertoldi collocati su dei teli verticali – ad evocare degli stendardi moderni – e accostati alle parole del Santo, alle sue preghiere e ai suoi scritti. In quelle composizioni multimediali, se così possiamo definirle, un guizzo di poesia visiva e di umanità profonda.
In netta contrapposizione, le opere di Giorgio Palù scarnificano il messaggio francescano portandolo alla sua massima trasfigurazione. La scultura totemica al centro della prima stanza è struggente nei suoi volumi e per il chiodo che li unisce, in un filo di dolore simbolico. Minimalista, eppure così evocativa, anche l’opera all’ingresso, sempre di Palù, dal titolo “Nature is Perfect”: le crepe del travertino lasciano intravedere una luce dorata, perché è lì, dalle fessure, che può generarsi una rinascita. La trama è anche assimilabile al legno spaccato della Croce, che troviamo purpurea e illuminata dall’alto, in una stanza sotterranea e solitaria. Silenziosa. Contemplativa...
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Gaia Badioni