Non una caduta singola ma una crepa nel sistema
The Epstein files. C’è una differenza tra scandalo e sistema. La docuserie di Netflix non racconta soltanto la biografia di un predatore. Racconta un’infrastruttura. Il punto non è solo chi fosse Jeffrey Epstein, è come abbia potuto operare per decenni attraversando finanza, università, politica, mondanità. La serie costruisce un archivio testimoniale che sposta l’asse: dalle fantasie cospirazioniste alla concretezza delle sopravvissute. La regia sceglie una struttura lineare. Nessun effetto thriller. Non alimenta il mistero sulla morte. Costruisce invece un accumulo: nomi, voli, accordi giudiziari, denaro, silenzi. Si vede un registro di volo con nomi e date, si sente una deposizione letta ad alta voce: non sono allusioni, sono documenti...
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Paola Silvia Dolci

