Serata conclusiva per 'Omaggio a Cremona': in un Ponchielli stracolmo si sono esibiti, ieri sera, le quattro formazioni cameristiche distìntesi nei corsi di perfezionamento dell'Accademia Stauffer. Il Quartetto Arquà rompe il ghiaccio con il Reiterquartett di Haydn, pagina dai toni amabilmente accademici; perfetti per acclimatare un pubblico così numeroso alle prese con un programma così denso. L'ensemble Guadagnini offre una incursione nella sensibilità slava grazie allo Smetana del celebre quartetto “Dalla mia vita”. Nella seconda parte di serata si distinguono per particolare affiatamento le formazioni Leverkühn e Noûs: la prima è interprete appassionata e coninvolgente del Quartetto in La minore di Verdi, la seconda narra con sapienza uno Shostakovich di rara intensità: gesti ambiguamente umoristici si alternano a cupe anse di inquietudine. La resa del Moderato finale – da pelle d'oca, durante le ultime battute, il timbro diafano e spettrale delle lunghe note tenute –, è a nostro avviso uno dei momenti più intensi del concerto.
Stefano Frati

