Undici itinerari in Lombardia. Da Bertolucci a Guadagnino: la campagna è tornata attrattiva
Esplorare i set cinematografici più iconici della Lombardia seguendo il ritmo lento delle due ruote. È questa la formula originale al centro di Cinema & Bicicletta – Cycling through cinema il libro del cremasco Gabriel García Pavesi edito da Gagio Edizioni. L’opera si propone come una bussola inedita per gli amanti del turismo sostenibile e delle storie sul grande schermo, trasformando il territorio lombardo in un immenso cinema all’aperto da percorrere rigorosamente in bicicletta. Il volume mappa la Lombardia attraverso undici itinerari cicloturistici, guidando il lettore alla scoperta di oltre quaranta pellicole che hanno trovato in questa regione la propria scenografia ideale. Sono otto capitoli con tutte le province della Lombardia. Capitoli dedicati ai capolavori ambientati in Lombardia di maestri del cinema come Ermano Olmi, Bernardo Bertolucci e Alberto Lattuada. A dare ulteriore valore all’opera, le interviste e le testimonianze dirette. Gabriel García Pavesi dialoga con i registi che hanno saputo interpretare la luce e l’atmosfera di questi luoghi. Tra le pagine spiccano i contributi di Luca Guadagnino (regista di Chiamami col tuo nome e premio Oscar), Marco Tullio Giordana (regista de I cento passi e La meglio gioventù ), Davide Ferrario, e Mirko Locatelli.
Arricchito da cento fotografie e fotogrammi, il volume - che prende forma dal precedente Il cinema in bicicletta (2022) ampliandosi con nuove ricerche e approfondimenti in tutte le province - dimostra come la combinazione tra lo sguardo della macchina da presa e la lentezza della pedalata possa restituire una nuova dignità al paesaggio. Una lettura (e un viaggio) consigliata a chi vuole unire la passione per la bicicletta alla magia del grande cinema. «Sono partito dai percorsi che ho visto e ammirato in prima persona (come il parco del Serio, il canale Vacchelli, le Tombe Morte o l’inizio dell’appennino lodigiano-pavese) - esordisce Gabriel Garcìa Pavesi - per poi immaginarmi dei sentieri che unissero luoghi di interesse e i paesi e le città adottate come location cinematografiche, con piccoli sconfinamenti».
C’è una location che l’ha stupita?
«Sì, principalmente ville o cascine che hanno cambiato utilizzo, da una vita contadina trasformati in agriturismi, ristoranti oppure totalmente in disuso. In questo caso anche la desolazione e l’abbandono hanno un loro fascino perché innescano l’immaginazione...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 5 NOVEMBRE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT

Ana Vera Teixeira

