Attesa per il violinista italo-tedesco
Debutto allo StradivariFestival per Augustin Hadelich: lunedì 27, alle 21, l’Auditorium Arvedi ospita il virtuoso italo-tedesco.
L’inizio è affidato al Récit du chant de l’hymne précédent di Nicolas de Grigny, organista ammirato da Johann Sebastian Bach, composizione sull’inno di Tommaso d’Aquino Pange lingua. Sì ascolta nella trascrizione del pianista svizzero Francesco Piemontesi, un preludio che introduce idealmente il nucleo franco-novecentesco della serata.
La Sonata Sol minore di Debussy fu concepita dall’autore come parte di un ciclo di sei Sonate modellato sui secoli d’oro della musica francese - quelli di Rameau e Couperin. Lo scrittore Paul Morand così la descrisse nel 1917: «Una cosa deliziosa, non molto potente e neppure troppo elevata, non paragonabile con quella di Franck e neppure con quella di Fauré, ma dotata di uno charme e di un’eleganza impeccabili».
Nel solco francese si colloca pienamente la Distance de Fée di Tōru Takemitsu (1951), miniatura esotica la cui atmosfera e armonia, modellata sulla scala ottatonica, suona come una pagina di Oliver Messiaen...
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Stefano Frati

