

Cultura & Spettacoli
Alchimia del suono. Storia di un archetto e del suo violinista
Patrizio Germone, violinista barocco e docente al Conservatorio di Cosenza, è anche archettaio
Il saggio di Patrizio Germone non separa mai la tecnica costruttiva dall’interpretazione
Nella Germania del Settecento, quando un organo nuovo attendeva il collaudo, si chiamava volentieri Johann Sebastian Bach. Nessuno meglio di lui sapeva unire la conoscenza musicale a quella della macchina, dai registri ai mantici. Erede di questa sapienza, che coniuga la musica alla fisica del suono, è Patrizio Germone. Violinista barocco e docente al Conservatorio di Cosenza, è anche archettaio, formatosi tra Francia e Belgio: gli archetti con cui suona escono dal suo laboratorio. Da questo duplice sguardo nasce L’evoluzione dell’arco del violino. Storia del gesto e del suono nella tecnica violinistica , pubblicato da Cremonabooks, un saggio che non separa mai la tecnica costruttiva dall’interpretazione.
Maestro, per il pubblico il violino è tutto, l’archetto quasi un accessorio. Molti musicisti, invece, lo ritengono importante quanto lo strumento. Chi ha ragione?
«È un paradosso interessante. Il violino produce il suono, ma è l’archetto a dargli forma: ogni arco ha un peso e un’elasticità che si traducono in un timbro. Fra i due strumenti c’è una simbiosi, che descriverei così: le dita della mano sinistra sono come la lingua, articolano le parole. L’arco è il fiato: regola il volume, le screziature e le inflessioni.
Attraverso la sua azione decidiamo come un suono nasce, quanto dura, come una nota si lega a quella successiva, nello stesso modo con cui si pronuncia un discorso. Il cuore del libro, però, è dedicato al gesto dell’esecutore: cambiando archetto, il violinista è portato a organizzare il suono in un altro modo».
Perché l’archetteria è rimasta così a lungo un’arte minore?
«La ragione è piuttosto semplice. I violini sopravvivono ai secoli; gli archetti si consumano, si rompono e vengono sostituiti. Paganini, in alcune lettere, ne ordinava quaranta alla volta. Bernard Gadefois, amico e studioso dell’archetteria francese, ha calcolato...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO ALL’8 OTTOBRE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Stefano Frati