Ex Provveditorato. Fu progettato in epoca fascista. Amalgama il razionalismo e lo stile monumentale
Che c’è di chiuso nel panorama dell’urbanistica cremonese? Purtroppo molto, ma gli anni recenti hanno visto il disvelarsi di tante realtà, preziose ma abbandonate, a nuove funzioni, insufflate di vita ma soprattutto di intelligenza per la visione di una città complessa. E il pubblico si unisce col privato per rigenerare non solo muri ma brani di rinnovata civiltà, di speranza: educatamente, per “aiutare lo sviluppo di capacità e attitudini ...”.
È questo il caso di un immobile importante proprio ai margini di un quartiere che velocemente diviene uno dei nuovi poli di Cremona. In un breve percorso che ha inizio dalla zona di piazza Castello - via Massarotti sono collocati, a breve distanza tra loro, la caserma Marconi della Polizia, nel 1937 sede del Comando della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, e il Provveditorato agli Studi, nel 1939 sede della G.I.L. - Gioventù italiana del Littorio - , (già l’Ufficio Scolastico Territoriale, in Piazza XXIV Maggio al civico 1). Due emergenze architettoniche che non hanno mai avuto grande “popolarità ”, percepite dai più come necessitate presenze di servizio, sempre viste ma ben di rado guardate. Così la loro individualità architettonica, le forme e le materie utilizzate in progetti dai decisi richiami stilistici e simbolici non vengono quasi mai messe in evidenza.

Ricordiamo la figura del progettista, uno dei più attivi del periodo a Cremona, personaggio anche alla ricerca di impronte stilistiche legate al movimento razionalista, alla sua interpretazione rappresentativa fascista e alle evoluzioni verso visioni moderne delle tradizioni materiche e compositive. Traiamo le notizie su Carlo Gaudenzi da: “Gli archivi di architettura in Lombardia. Censimento delle fonti”, a cura di G.L. Ciagà, edito nel 2003 dal Centro di Alti Studi sulle Arti Visive, con la collaborazione della Soprintendenza Archivistica della Lombardia e del Politecnico di Milano. Dunque il nostro progettista «... si laurea in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Milano nel 1923; una volta tornato a Cremona avvia la propria attività professionale con la costruzione della villetta per la famiglia Cappelletti in viale Trento Trieste (1924) ed il progetto non realizzato di Collegio Civico e Pensionato G. Bongiovanni in viale Po (1925) che presenta motivi derivanti dal medievalismo boitiano e dalla Secessione Viennese. Negli anni Trenta, influenzato dalle forme razionaliste e futuriste, è impegnato nella edificazione di numerose colonie elioterapiche: alla colonia di Forte dei Marmi per i figli degli operai dell’industria, positivamente ricordata da Giuseppe Pagano su “Casabella” (1935), seguono le colonie di Palazzo Pignano, Castelleone, Rivarolo del Re, Vescovato e Cremona (dal 1936 al 1938). Per incarico dell’Istituto Autonomo delle Case Popolari di Casalmaggiore progetta un condominio in viale Po (1931); ad esso seguono altri edifici di abitazione in nuove aree di espansione di Cremona commissionati dallo IACP cremonese, di cui è anche direttore dell’Ufficio Tecnico. È autore dell’attuale Provveditorato agli Studi (1939) e dell’asilo in via dei Platani (1941). A partire dal secondo dopoguerra realizza altre strutture residenziali, tra cui il condominio in piazza Marconi 1; è il fondatore della Scuola Professionale Edile di Cremona (1951), per i cui allievi scrive il piccolo manuale Arte edile in collaborazione con l’architetto Amilcare Maffi».
Elisa Bozzetti (“Gli edifici dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Cremona in epoca fascista: i progetti di Carlo Gaudenzi”, in Strenna dell’ADAFA 2012), attraverso la lettura delle sue realizzazioni, che in qualche caso sembrano provenire da matrici ideali diverse, ne sottolinea “... il passaggio da uno stile eclettico ad uno più moderno”, sempre comunque con la capacità di lasciare segni non indifferenti nel tessuto urbano cremonese...
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Eugenio Bettinelli

