San Lorenzo di Azzano, Sant’Ambrogio di Torlino e la Madonna delle Assi di Monte Cremasco protagoniste della rassegna "Lunedì d'arte. Alla scoperta del patrimonio culturale della Diocesi di Crema"
La prima menzione documentaria che attesta l’esistenza della località risale al 753 quando il territorio apparteneva ai coniugi cremonesi Ariprando e Valdrada, che lo donarono ad Anselmo, abate di Nonantola, ricchissima abbazia presso Modena. Al 990 risale la seconda menzione documentaria. ‘Artiano’ appartiene ancora a Nonantola, ma è stato dato in feudo al conte Gisalberto II con cui inizia la dinastia dei conti di Azzano e Torlino. Nel 1048 è documentata l’esistenza di un castro , cioè una fortificazione. In un momento imprecisato tra XIV e XV secolo le proprietà fondiarie di Azzano passarono dai conti di Azzano e Torlino alla famiglia Vimercati che ne rimase in possesso fino al secolo scorso.
La prima notizia relativa a edifici religiosi ad Azzano è del 1206 quando esistevano due chiese, San Vincenzo e San Lorenzo, entrambe dipendenti dalla pieve di Arzago e quindi appartenenti alla diocesi di Cremona, mentre la vicina Torlino apparteneva alla diocesi di Piacenza. La prima chiesa fu demolita tra 1750 e 1774. La seconda esiste tuttora. Come detto dipendeva dalla pieve di Arzago e solo nel 1472 fu eretta a parrocchiale. Nel 1514 per volontà del conte Sermone Vimercati fu istituito un beneficio. In cambio delle terre donate al nuovo ente i Vimercati ottennero il diritto di nominare il parroco, privilegio che mantennero fino al 1933. Il primo fu Angelo Vimercati. La chiesa divenne il pantheon della famiglia Vimercati come attestato da alcune epigrafi poste nel presbiterio. Le più antiche non sono sopravvissute, ma ci sono note attraverso trascrizioni. Ricordano Ludovico Vimercati militare al servizio della Repubblica di San Marco che combatté contro i francesi di Carlo VIII a Fornovo nel 1495. Un’altra ricorda la già menzionata istituzione del beneficio ad opera di Sermone Vimercati nel 1514. Tre delle iscrizioni ancora leggibili celebrano i figli di Sermone - Marco Antonio (+1597), Lodovico (+1572) e Ottaviano (+1591) - tutti militari al servizio di Venezia. Le altre tre epigrafi commemorano i tre figli di Marco Antonio - Orazio (+1614), Francesco (+1597) e Ottavio (+1609) - tutti militi al servizio...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 9 LUGLIO OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Matteo Facchi

