Cultura & Spettacoli
In un’ala del Museo del Violino Claudia Ciaccio: anche il pubblico avrà un ruolo attivo e partecipativo

Spazio, tempo e percezione

Sala Effe [foto Andrea Valcarenghi]

Sala Effe, da sabato 19 settembre via al primo progetto espositivo

“In questo territorio di esperienze poetiche che è la mostra ognuno può vagare alla ricerca di certezze che, prendendo forme inattese, sedimentano provvisoriamente sul sentiero di definizioni che mutano nel tempo e ci qualificano come esseri imperfetti, ineffabili cialtroni...”. Così lapidario, così umano, il testo del curatore Paolo Zani accompagna la mostra che inaugura il nuovo spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea - Sala Effe: “La terra piatta è una dimensione lirica del luogo come se regredire fosse inventare”, una riflessione sincera sul rapporto tra memoria, tempo e percezione; metafora di una realtà di per sé mutevole. Ma, grazie alla quale, “il visitatore cessa di essere uno spettatore esterno”, e anzi “la sua presenza modifica il ritmo della mostra” invitandolo a “confrontarsi con un’esperienza che evolve nel tempo, suggerendo che anche la percezione di un luogo, di un’immagine o di un ricordo è sempre il risultato di un processo dinamico e mai definitivo”. E anche l’esposizione si confronta con questo dinamismo: non rimane uguale a se stessa ma arriva a offrire, nel corso del tempo, punti di vista differenti con significati ogni volta nuovi.
A proposito di significati: come si è arrivati al titolo della mostra: “La terra piatta è una dimensione lirica del luogo come se regredire fosse inventare”?
«Non si tratta di una nostra invenzione – spiega Claudia Ciaccio, del comitato scientifico di Sala Effe –: abbiamo, infatti, ripreso il titolo di un’opera dell’artista Diego Perrone. In una mostra che intende confrontarsi con il concetto di un tempo che non “può rappresentare altro che se stesso”, il titolo innesca...
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John Gerrard, "Corn work" [courtesy of the artist]
John Gerrard, "Corn work" [courtesy of the artist]
Carla Parmigiani
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