L'anniversario. Zappalà (Centro Studi): un compositore che meriterebbe un’attenta opera di rivalutazione
E la ricerca continua. «Sì, e su più fronti – esordisce Pietro Zappalà -. In questo momento, per esempio, ci stiamo concentrando sul suo epistolario. All’epoca di Amilcare Ponchielli era consuetudine scrivere lettere o cartoline postali per coordinarsi con l’editore, con i librettisti, per le stagioni teatrali, al pari di come facciamo oggi con le email o con i messaggi whatsapp... Ponchielli, oltretutto, si occupava anche delle vicende artistiche della moglie, Teresina Brambilla, cantante molto apprezzata e che contribuiva al bilancio familiare, forse più del marito stesso. Ecco, ora mi piacerebbe riuscire a diffondere questo epistolario in forma digitale gratuita. E’ un progetto al quale sto lavorando, nei ritagli di tempo, da circa 15 anni durante i quali ho raccolto più di un migliaio di lettere» Il 2026, del resto, sarebbe perfetto perché coincide con il 140esimo anniversario della morte di Amilcare Ponchielli, avvenuta nel 1886.
Pietro Zappalà, nato a Udine ma da 40 anni residente a Cremona dove insegna Bibliografia Musicale presso il Dipartimento di Musicologia dell’Università di Pavia, è tra i fondatori del Centro Studi Amilcare Ponchielli, che ha anche guidato per alcuni anni (oggi la presidente è Federica Zanello).

Curioso il suo approdo al musicista cremonese...
«E’ successo oltre 20 anni fa – spiega Zappalà -. All’epoca cantavo nel Coro Polifonico Cremonese. Cercavamo alcune parti da aggiungere al programma e la collega Licia Sirch – vera esperta di Ponchielli e curatrice di un prestigioso catalogo delle sue opere - mi segnalò una Messa del tutto inedita del compositore cremonese conservata a Bergamo...
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Carla Parmigiani

